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Melilla (MDP):" Con la legge di Bilancio 2018 introduciamo la Web Tax"

  • Nov 14, 2017
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WEB TAX

Google, Facebook, Booking, Apple, Expedia, Airbnb, Amazon e altre grandi multinazionali del web, offrendo servizi pienamente dematerializzati, eludono spudoratamente da anni il fisco per miliardi di euro. Per dare qualche cifra, solo Google nel 2016 ha estratto dall'Italia ricavi stimati in 2 miliardi euro, ma ne ha dichiarati solo 90 milioni pagando meno di 2 milioni di euro di imposte. E come Google, tutte le altre multinazionali della economia digitale. Si calcola un mancato introito annuale per il fisco italiano di 5 miliardi di euro. E' una indecenza che deve finire. Se ne discute in modo inconcludente da troppo tempo a livello internazionale, perchè il problema riguarda tanti altri Paesi. Per aspettare che gli organismi internazionali assumano una posizione unanime, si perde tempo favorendo i profitti miliardari immorali e i privilegi ingiustificabili delle multinazionali del web.

Con la prossima legge di bilancio 2018 potrebbe finalmente passare un emendamento che introduce una prima forma di web tax, il cui gettito fiscale è stimato in un miliardo di euro. Tutte le imprese che utilizzano le piattaforme e applicazioni digitali devono come tutte le altre imprese pagare le tasse. Sinora le multinazionali digitali hanno distorto la concorrenza rifugiandosi in paradisi fiscali. Non hanno solo danneggiato le imprese concorrenti, ma hanno colpito i diritti dei loro lavoratori , spesso malpagati e sfruttati in modo inqualificabile, ed eroso la base imponibile dello Stato sottraendo risorse necessarie per finanziare servizi pubblici come gli ospedali, le scuole, l'università, la sicurezza e la giustizia.

Speriamo di farcela. Con la web tax il fisco italiano può diventare più equo. Far pagare le tasse alle multinazionali digitali è un dovere morale prima ancora di un fatto economico.