Feb 19, 2018 Last Updated 8:09 PM, Jan 31, 2018
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consip

Quanto pubblicato oggi da alcuni giornali su atti del CSM relativi a inchieste giudiziarie di Procure italiane, è gravissimo e non può essere sottovalutato per logiche di contrapposizione politica. Va accertata subito la verità da parte della Magistratura e anche l' Arma dei Carabinieri deve chiarire tutti i comportamenti avuti durante le suddette inchieste senza per questo voler anticipare alcun giudizio che spetta solo alle Autorità preposte. Ma quello che preoccupa è leggere da quegli stralci, parole di attacco inaudito ad un Potere costituzionale democraticamente eletto dal Parlamento. Sembra di tornare alle vecchie stagioni in cui si tramava contro lo Stato, i Partiti e la Democrazia. Per questo va chiarito tutto e al più presto per rinnovare la nostra piena fiducia ad Istituzioni fondamentali dello Stato preposte alla tutela della legalità e della Costituzione.

morti biache

Dopo anni di calo, sono tornati ad aumentare gli infortuni mortali sul lavoro. Dall'inizio dell'anno ci sono state 591 morti bianche, il 5,2% in più rispetto ai 7 mesi dell'anno scorso.Aumentano dell'8% gli infortuni sul lavoro dei lavoratori ultra sessantenni, 101 sono i morti sul lavoro che hanno più di 60 anni. Si tratta di una realtà inaccettabile, frutto di tanti fattori combinati insieme: il depotenziamento dei servizi di prevenzione e di vigilanza del Servizio Sanitario e del Ministero del Lavoro, l'allungamento dell'età pensionabile che costringe lavoratori anziani a lavorare sino a oltre 66 anni, la precarietà del lavoro, la caduta dei diritti sindacali nei posti di lavoro. Occorre reagire con forza a questa deriva che aumenta le disuguaglianze e l'ingiustizia sociale. Nella prossima legge di stabilità occorre assegnare maggiori risorse per i servizi di prevenzione e vigilanza nei luoghi di lavoro. Va respinto anche l'automatismo dell'allungamento della età pensionabile a 67 anni perché sarebbe pericoloso per la vita e la salute dei lavoratori, come ci dicono drammaticamente i dati resi pubblici dall'Inail. Una riflessione del Governo e del Parlamento è obbligatoria per dare risposte urgenti ed efficaci a questa gravissima inversione di tendenza che aveva visto da molti anni nel nostro Paese un costante, anche se sempre insufficiente, calo degli infortuni sul lavoro e delle morti bianche.

gianni

Un motivo primario della disoccupazione è stato il crollo degli investimenti pubblici negli ultimi 8 anni. Il picco degli investimenti pubblici fu raggiunto nel 2009 con 54,3 miliardi di euro, poi un calo costante: 46,8 mld nel 2010, 45,3 nel 2011, 41,4 nel 2012, 38,6 nel 2013, 36,6 nel 2014, 36,7 nel 2015 sino al minimo storico di 35 mld nel 2016. In parallelo la disoccupazione è salita all'attuale tasso dell'11,3% con il picco di quella giovanile al 37% . La questione politica è che le risorse finanziari negli ultimi 3 anni sono state indirizzate verso bonus, mance e sgravi fiscali con questi risultati devastanti sul versante occupazionale.Trova un consenso unanime tra gli economisti la previsione di una crescita doppia del PIL nazionale se le risorse ricavate dalla flessibilità accordata all'Italia dall'Unione Europea, fossero state utilizzate per rilanciare gli investimenti pubblici invece che per finanziare la politica dei bonus. Per questo ora è necessario che nella prossima legge di stabilità ci sia una svolta e si dia corso ad un grande Piano del Lavoro e di investimenti pubblici per la cura e la manutenzione del territorio ( viabilità minore, vulnerabilità sismica degli edifici e rischio antisismico, messa in sicurezza delle scuole, dissesto idrogeologico, frane, risparmio ed efficientamento energetico, bonifica siti inquinati, Parchi Nazionali, pulizia fiumi e laghi). Questi investimenti devono essere affidati ai Comuni, alle Province e alle Regioni, cogliendo l'opportunità dell'enorme semplificazione consentita dal codice degli appalti per i lavori sotto soglia. Va considerato che dal 2016 Enti Locali e Regioni hanno soltanto l'obbligo del pareggio tra entrate e impegni di spesa e questo lascia spazio sia a nuovi investimenti sia al pagamento di quelli già decisi ma bloccati. L'Unione Europea per escludere una quota di investimenti legati ai fondi europei ( 4,2 MLD di euro) dal conteggio del deficit da rispettare, ha posto la condizione che il livello complessivo degli investimenti pubblici salisse rispetto all'anno precedente. La verità invece è stata che nel 2016 gli investimenti pubblici sono diminuiti di un altro 4,5% ( nei Comuni -15%, in quelli meridionali -31%, nelle Regioni -16%). La prossima legge di stabilità deve per questo cambiare verso, gli investimenti pubblici vanno rilanciati per favorire la crescita e il lavoro. Solo a queste condizioni sarà possibile sostenere la manovra economica e finanziaria per il bilancio 2018.

Gianni Melilla, Capogruppo Articolo UNO - MDP Commissione Bilancio Camera dei Deputati.

sulmona

Accompagnato dal direttore Sergio Romice e dalla comandante degli agenti penitenziari Sarah Brunetta, ho visitato il Carcere di Sulmona nell'ambito delle mie funzioni ispettive e istituzionali di deputato della Repubblica italiana. Il Carcere di Sulmona è uno dei più importanti istituti di pena di alta sicurezza del nostro Paese. La sua costruzione risale al 1992, ma a distanza di 25 anni ha bisogno di un investimento urgente sulla video sorveglianza, sulla elettrificazione delle porte, e sulla sicurezza antisismica. I posti regolamentari del carcere sono 304, i detenuti presenti sono 422 e dunque vi è già un sovraffollamento che diventa molto più serio se si considera che i 165 ergastolani non hanno una stanza singola, ma sono detenuti 2 in ogni stanza. Vi sono reclusi detenuti che hanno fatto parte di grandi organizzazioni criminali e per questo si sono macchiati di gravi delitti di mafia. Su 420 detenuti ben 165 hanno la condanna all'ergastolo ostativo, cioè non potranno mai uscire dal carcere. Per loro vale il "fine pena mai!". A differenza dell'ergastolo semplice che consente ai detenuti l'accesso ai benefici di legge (ad esempio permessi premio, lavoro esterno, misure alternative di pena, detenzione domiciliare) quello ostativo è un regime eccezionale che non prevede nessun beneficio: carcere a vita,per tutta la vita, fine pena mai. Vi è un detenuto che ha già fatto 42 anni consecutivi di carcere (un record nazionale), molti hanno superato i 30 anni. Per loro non c'è alcuna speranza di uscire dal carcere. È evidente come questa condizione disperata segni la vita del Carcere di Sulmona e complichi enormemente anche il lavoro dei 320 dipendenti statali che vi operano di cui 254 agenti di polizia penitenziaria. Non a caso negli anni passati in questo Carcere erano frequenti i casi di suicidi e di autolesionismo grave dei detenuti. Fortunatamente quei tempi sono passati e oggi non si registrano più quei tristi fenomeni. Vi è anche una sezione speciale per 22 collaboratori di giustizia sempre relativi a delitti di mafia, camorra, ndrangheta, sacra corona riunita. Gli agenti svolgono turni di 8 ore al giorno, dovrebbero fare turni di 6 ore al giorno ma manca il personale e per questo il ricorso agli straordinari è inevitabile se si vuole garantire la piena sicurezza del Carcere. È questo indubbiamente un problema molto serio che il Ministero della Giustizia deve affrontare aumentando gli organici di almeno 21 unità e procedendo ad una riclassificazione del carcere dal secondo al primo livello che potrebbe determinare un aumento degli organici. Il personale penitenziario non può essere sottoposto in modo ordinario a turni di lavoro stressanti e a carichi di lavoro insopportabili, di giorno e di notte. Ai detenuti sono garantiti una assistenza sanitaria H24, un servizio psichiatrico e per le tossicodipendenze. Vi è da rilevare negativamente come i medici siano ancora dei precari,anche da 20 anni, senza che la ASL abbia provveduto alla loro doverosa stabilizzazione. Ma la scelta più importante fatta dalla Direzione del Carcere è stata quella di puntare sul lavoro con varie attività che quotidianamente e a rotazione impegnano quasi tutti i detenuti, a partire dagli ergastolani. Sono presenti varie attività lavorative che producono anche un reddito per i detenuti: una falegnameria, una calzoleria, una sartoria, i vari lavori domestici (cucina, pulizie, lavanderia), un orto e un centro sperimentale di agricoltura per la salvaguardia delle biodiversità agroalimentare in collaborazione con la Regione e la ex Arssa. All' interno del carcere ci è anche un Istituto Agrario frequentato da 50 detenuti, oltre che corsi di scuola dell'obbligo. Questa scelta della rieducazione attraverso il lavoro e la scuola è la scelta più importante fatta da una direzione che unisce alla grande professionalità la giusta umanità per trattare una condizione così delicata come quella di chi sa che non uscirà mai dal carcere, neanche per un permesso essendo questa la realtà dell'ergastolo ostativo. Il Carcere di Sulmona in autunno vedrà l'avvio dei lavori del nuovo padiglione che aumenterà di 200 posti i detenuti portando la capienza del carcere peligna a quasi 700 posti, e così Sulmona sarà il terzo carcere italiano del centro sud dopo quelli di Roma e Napoli. Occorre che le istituzioni locali e regionali collaborino a tutti i livelli per garantire la sicurezza, l'integrazione e la migliore qualità di questa importante realtà dell'Amministrazione Penitenziaria italiana e abruzzese.

Gianni Melilla Deputato Articolo UNO - Movimento Democratico e Progressista

Carceri in Abruzzo: istituti penitenziari 8, detenuti presenti 1.827 ( di cui donne 81 e stranieri 324), capienza regolamentare 1597.

gianni

Svimez ci dice che nel 2016 l'Abruzzo cresce meno del Mezzogiorno. Per questo ha bisogno più di tutte le altre Regioni meridionali, che il Governo inverta la tendenza degli ultimi anni alla diminuzione degli investimenti pubblici in Infrastrutture e sostegno alla economia e all'occupazione. In questo quadro assume una certa importanza la conversione in legge del decreto sul Mezzogiorno alla Camera dei Deputati. In questa legge sono contenute norme che avranno una ricaduta positiva sulla economia e sull'occupazione abruzzese. Di questo ho parlato nella dichiarazione favorevole di voto finale su questa legge per conto del gruppo parlamentare MDP Articolo uno. I punti più interessanti mi sembrano: 1 incentivi per i giovani di 18-35 anni abruzzesi e delle altre regioni meridionali, attraverso la misura "RESTO AL SUD" consistente in un finanziamento di 50 mila euro ( grazie ad un nostro emendamento che lo ha portato da 40 a 50 mila euro) di cui il 35% a fondo perduto e il restante in un prestito a tasso zero da restituire in 8 anni. 2 tale incentivo si estende alle imprese agricole per favorire il ricambio generazionale e lo sviluppo di imprenditoria giovanile. 3 piani di recupero delle terre incolte e di beni turistici, commerciali e industriali in stato di abbandono da 15 anni che possono essere dati in concessione a nuove imprese. 4 istituzione delle Zone Economiche Speciali per lo sviluppo di imprese che vogliono investire in aree portuali ( ad esempio in Abruzzo nel porto regionale di ORTONA ) con procedure semplificate, aiuti e incentivi fiscali, crediti di imposta per l'acquisto di beni strumentali sino ad un massimo di 50 milioni di euro, 5 incentivi per i Patti territoriali per lo sviluppo, e per i Contratti Istituzionali di Sviluppo con incentivi e semplificazioni di vario genere.f 6 nuove disposizioni per il contrasto al fenomeno degli incendi boschivi con aiuti alle Regioni. 7 nuovi stanziamenti alle Regioni meridionali e all'Abruzzo per la ricollocazione dei lavoratori delle aziende in crisi. 8 contributi per il contrasto della povertà educativa, minorile e della dispersione scolastica. 9 prolungamento anche nell' anno scolastico prossimo per l'Abruzzo delle misure previste per i territori sismici con la deroga alla normativa nazionale dei parametri per la formazione delle classi. Si salveranno così molte classi e scuole di piccoli comuni. 10 contributi per la messa in sicurezza delle scuole 11 nessuna sanzione per i comuni terremotati per il mancato rispetto del patto di stabilità 12 concessione alla strada dei Parchi di 50 milioni l'anno dal 2021 al 2025 per gli interventi di ripristino e messa in sicurezza dei tratti autostradali A24 e A25 resi necessari dopo i terremoti del 2009. 2016 e 2017. 13 interventi di semplificazione per il recupero degli edifici che hanno riportato danni lievi negli ultimi terremoti 2016 e 2017. Sono interventi che se ben utilizzati possono alleviare parzialmente la gravissima situazione economica ed occupazionale abruzzese. Ad essi però deve accompagnarsi un decisa ripresa degli investimenti pubblici. Il declino degli investimenti pubblici in Abruzzo è stato imbarazzante. Se analizziamo la cronologia 1951-2015 i dati sono impietosi: nel decennio 1951-60 si investiva lo 0,68% del PIL, nel 1971-1980 si passò allo 0,85% del PIL, nell'ultimo quinquennio siamo scesi allo 0,15%, negli ultimi 2 anni addirittura siamo scesi sotto lo 0,1%. Per contrastare questa deriva occorre una strategia mirata a rivedere la Politica di coesione, affermando maggiori margini di flessibilità del bilancio, abbandonando il fiscal compact per rilanciare con forza gli investimenti pubblici. C'è bisogno di un grande Piano del Lavoro, di una visione strategica per la crescita dell'Abruzzo come chiedono da tempo i sindacati CGIL CISL UIL e anche le organizzazioni economiche e professionali. Il gruppo MDP ha votato questa legge, avendola anche migliorata con propri emendamenti, ma nella piena consapevolezza che nella prossima legge di stabilità, in discussione in autunno, si giocherà la grande partita di un Piano del lavoro di forte impronta keynesiana che rilanci veramente gli investimenti pubblici per la crescita e l'occupazione, destinandoci almeno un mezzo punti del PIL, pari a 8 miliardi di euro. Oggi comunque l'Abruzzo ha nuove norme legislative che possono aiutarlo, anche se in modo ancora insufficiente, nelle sue politiche di crescita. La Regione Abruzzo e il sistema istituzionale ed Economico nel suo complesso, colga appieno queste opportunità.

Il Governo ha fatto circolare una stima finanziaria della proposta di  blocco dell'adeguamento automatico dell'età pensionabile che nel 2019 salirebbe a 67 anni.
La spesa per evitarlo secondo la Ragioneria, cioè il MEF sarebbe di 1 miliardo e 200 milioni.

La Camera dei Deputati ha provveduto oggi a ripartire il contributo spettante ai Gruppi parlamentari per il 2017.
Si tratta di fondi pubblici per finanziare l'attività politico istituzionale dei Gruppi parlamentari. Sono gli unici finanziamenti pubblici rimasti dopo la fine del finanziamento pubblico ai partiti dall'anno scorso.
I Gruppi utilizzano questi fondi pubblici per assumere giornalisti, collaboratori e assistenti, fare eventi, convegni e seminari, pagare consulenze e ricerche, tutto ciò che è utile alla comunicazione e alla propaganda politica.

La Camera
premesso che:
il ricorso a strumenti finanziari quali i contratti derivati da parte dello Stato Italiano non è un fenomeno recente, bensì strutturale e di lungo periodo, che ha avuto inizio tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta. Finalità del ricorso agli strumenti di finanza derivata era essenzialmente quella di contrastare il rischio di cambio monetario in un periodo fortemente segnato da ampie fluttuazioni della lira;
tali operazioni sono state di segno positivo, producendo dunque dei guadagni che hanno avuto effetti positivi di riduzione dell’indebitamento netto, nel periodo che va dal 1998 al 2005.

— Al Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca.

— Per sapere – premesso che: per l'anno scolastico 2017/18 è stato annunciato dal MIUR per il territorio della Provincia di Teramo un taglio ulteriore dell'organico di 18 docenti, dopo che negli ultimi 10 anni si sono persi oltre 500 docenti;

I sindacati scuola di CGIL CISL UIL della provincia di Teramo hanno denunciato là insostenibilità dei tagli decisi dal MIUR che mettono in seria discussione il diritto allo studio; per la prima volta non é prevista l'apertura della classe prima dello storico, e unico in Abruzzo, Liceo Artistico "Grue" di Castelli (Te), eccellenza italiana nello studio della tradizione storica della ceramica; Inoltre nelle scuole dell'infanzia vi sono 16 sezioni con una unica insegnante a 5 ore, nelle scuole primarie vi sono 23 pluriclassi (anche dalla prima alla quinta) con più di 18 alunni di cui alcuni disabili gravi; la Provincia di Teramo negli ultimi anni è stata colpita da importanti calamità naturali tra cui gli eventi sismici che hanno interessato vari altri territori del centro Italia; 16 comuni della Provincia sono stati inseriti nel cratere sismico dove permangono gravi problemi di ricostruzione materiale e di mobilità interna; la nota del direttore generale del MIUR , in data 15/05/2017 prevede che «per quanto riguarda le aree interessate dai recenti eventi sismici sono mantenute le classi attivate nei comuni colpiti, anche con parametri inferiori a quelli previsti dalla normativa vigente ed è possibile attivare ulteriori classi nei comuni che hanno accolto gli studenti delle zone terremotate», ciò non appare garantito per le scuole della provincia di Teramo; Colledara, comune del cratere sismico, non avrà più una classe prima e i bambini dovranno andare ogni mattina a Isola del Gran Sasso, in una zona in cui l'inverno è una stagione particolarmente rigida e inclemente, con relativi problemi di mobilità; I tagli agli organici intervenuti negli anni precedenti hanno già determinato l'aumento degli alunni per classe e il mancato rispetto dei numeri in presenza di alunni con disabilità–:

se non intenda rivedere i tagli d'organico previsti per le scuole della Provincia di Teramo e assicurare anche in questa provincia abruzzese il pieno diritto allo studio, soprattutto in una area colpita dal sisma e dal maltempo in modo così doloroso.

Gianni Melilla, deputato MDP Scotto, Ferrara, Quaranta, Sanicandri, Albini, Ricciatti, Piras, Zaratti, Bordo, Duranti

Per sapere-premesso che:

Per lavori di sicurezza sulla linea Pescara Roma, Trenitalia ha deciso la chiusura del servizio dal 16 luglio al 3 settembre 2017; è forte la preoccupazione che si tratti di una ulteriore marginalizzazione di questa relazione ferroviaria tra l'Abruzzo e Roma;