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Si salvano i voli aerei di Ryanair a Pescara. Tra poco la commissione Bilancio della Camera dei Deputati voterà la soppressione della tassa che il Governo Renzi con la legge di stabilità 2016 aveva istituito sui diritti di imbarco, cioè sui biglietti aerei. Tale addizionale aveva penalizzato fortemente il trasporto aereo e spinto a Pescara la compagnia aerea Ryanair a rimettere in discussione i suoi contratti cona la Saga per vari collegamenti con grandi città europee. L'emendamento del Governo ripara l'errore fatto e sarà votato anche dai deputati di Sinistra Italiana SEL.

Roma 19 luglio 2016.   Gianni Melilla, deputato Ufficio di Presidenza Camera

La tragedia pugliese ha acceso un faro sulla arretratezza del sistema ferroviario della parte meridionale del Paese, in cui l'Abruzzo è storicamente collocato. Io aggiungerei anche della parte orientale, adriatica dell'Italia che non ha un sistema infrastrutturale nè un'offerta di treni lontanamente paragonabile a quelle della linea tirrenica ( Milano-Bologna-Firenze-Roma, Napoli-Salerno) e padana ( Torino-Milano-Verona-Venezia ). Sulla linea adriatica di cui è parte importante l'Abruzzo con il grande nodo di Pescara, non c'è l'alta velocità; le frecce rosse , solo recentemente istituite, sono poche e con orari scomodi e non appropriati, le frecce bianche sono insufficienti, i treni notturni sono stati assurdamente ridimensionati, la politica tariffaria penalizza fortemente gli utenti abruzzesi e adriatici al punto tale che si viaggia con biglietti più cari di quelli riservati all'alta velocità nella linea tirrenica. L' Abruzzo spicca nella sua negatività: dei suoi 401 kilometri di rete ferroviaria (appena 39,3 km ogni centomila abitanti ), ben il 76,5% é a binario unico; solo il 23,5% è a doppio binario; il 39,3% della linea non è neanche elettrificato. I treni che si utilizzano sono tra i più vecchi in dotazione in Italia, in particolare quelli dedicati al trasporto pubblico locale ( cioè ai pendolari lavoratori e studenti) spesso sono sporchi, non dispongono di climatizzazione, frequentemente hanno guasti, non hanno servizi igienici accettabili, non forniscono servizi di bar o ristorazione. Soprattutto nelle linee interne da PESCARA verso Sulmona Avezzano Roma, verso Teramo, verso Vasto e Lanciano o da SULMONA verso L'Aquila, o da AVEZZANO verso Roccasecca, l'offerta di treni è in costante calo e il servizio è semplicemente indecente. Sono state tagliate relazioni storiche come la Pescara NAPOLI via Sulmona che era in passato una delle grandi trasversali appenniniche Adriatico-Tirreno, in vita per tutto il novecento. E a cascata è stato abolito il sub-collegamento tra Sulmona-Roccaraso- Castel di Sangro- Carpinone che garantiva la relazione storica tra Abruzzo e Molise , un tempo una unica regione. Naturalmente questi tagli sono stati coperti dalla proliferazione di collegamenti via gomma da parte soprattutto di aziende private. La Pescara Roma è una prova illuminante della insipienza di Trenitalia, questa relazione , con i nuovi orari di Trenitalia,ha aumentato i tempi di percorrenza a quasi 4 ore, praticamente quasi un'ora di tempo in più rispetto ai vecchi "rapidi" che fermavano solo a Chieti Sulmona Avezzano e Tivoli e peraltro ti portavano alla stazione Termini, in pieno centro di Roma e non come succede ora alla stazione Tiburtina ( da dove ti occorre almeno un'altra mezz'ora per raggiungere il centro di Roma). Ora invece la Pescara Roma , per scelta scellerata di Trenitalia, ferma in decine di piccole stazioni abruzzesi e soprattutto del Lazio, mentre i pullman privati hanno tutti istituito corse dirette Pescara Roma senza nessuna fermata intermedia che in 2 ore e 15 minuti ti lasciano alla stazione Tiburtina. Questa insipienza di Trenitalia è intollerabile, perché produce danni non solo ai cittadini, ma anche al bilancio dello Stato, alla salute della azienda pubblica ferroviaria, all'ambiente e all'economia abruzzese. Ci sono iniziative lodevoli della Regione Abruzzo che certamente non sottovaluto, ma siamo molto lontani da quello che sarebbe necessario. L'Abruzzo deve sollevarsi socialmente e politicamente. Le istituzioni devono rovesciare il tavolo delle trattative defatiganti con Trenitalia e assumere iniziative clamorose per salvare il futuro del sistema ferroviario abruzzese che così com'è, è destinato alla sicura morte per consunzione. Infine città come Pescara, Sulmona e Avezzano che hanno una grande storia legata allo sviluppo delle ferrovie devono porsi il problema di come la spoliazione continua di depositi, officine, uffici abbia dato un colpo serio all'occupazione e all'economia del capoluogo adriatico e dell'Abruzzo interno.

Roma luglio 2016.                Gianni Melilla, deputato Ufficio di Presidenza Camera

LA CAMERA DEI DEPUTATI RESTITUISCE 47 MILIONI DI EURO ALLO STATO APPROVATO DALL'UP IL BILANCIO CONSUNTIVO 2015 DELLA CAMERA.

Anche quest'anno la Camera dei Deputati prosegue la sua politica di risparmi, restituendo 47 milioni di euro al Bilancio dello Stato. È' la più consistente riduzione di spese e restituzione allo Stato mai operata nella storia della Camera dei Deputati. Nella attuale legislatura le restituzioni allo Stato hanno avuto un andamento crescente: 10 milioni restituiti nel 2013; 28,3 milioni nel 2014; 34,7 nel 2015 e quest' anno 47 milioni di euro. Se a ciò si aggiungono i 150 milioni di minore dotazione richiesti allo Stato, il risparmio complessivo raggiunge la cifra di 270 milioni di euro. Queste risorse risparmiate si sono liberate per il perseguimento di altre finalità di interesse pubblico. I risparmi derivano principalmente dalle minori spese per i deputati, per il personale, per gli affitti e per le spese generali per i beni e i servizi. A chi sostiene che niente cambia, diciamo che la realtà é un'altra: le spese per la massima istituzione politica italiana, la Camera, diminuiscono in modo significativo. L'opinione pubblica non è informata su questi risparmi e impazza la propaganda qualunquista contro la politica, i partiti e il Parlamento. Naturalmente occorre proseguire in questa politica di bilancio fatta di risparmi e tagli di spese non più sopportabili e giustificabili.

Roma luglio 2016        Gianni Melilla, deputato segretario UP Camera

Il M5S sta strumentalizzando in modo indecente la vicenda Dambruoso su cui il giudizio dell'Ufficio di Presidenza e' sempre stato di condanna inequivocabile. Per quell'episodio il questore della Camera, su proposta della presidente Boldrini, e' stato sospeso per 15 giorni dai lavori parlamentari, cioe' Il massimo di quanto prevede il Regolamento di Montecitorio. Dai 5stelle un attacco irresponsabile contro Laura Boldrini". Lo afferma il deputato di Sinistra Italiana Gianni MELILLA, componente dell'Ufficio di Presidenza di Montecitorio. "La querela della collega Lupo nei confronti di Dambruoso - aggiunge - sta facendo il suo corso naturale e non ha bisogno di nessuna autorizzazione a procedere, come ha giustamente ribadito l'Ufficio di Presidenza della Camera, prosegue l'esponente di SI. Trovo incredibile pero' il comportamento del Movimento 5 Stelle che pur di delegittimare l'istituzione parlamentare su una questione sensibile come la violenza sulle donne, non esita a falsificare la realta' dei fatti e ad attaccare Laura Boldrini da sempre impegnata contro la violenza di genere. Non potevamo non aspettarci che questo da chi ha caratterizzato la sua azione politica parlamentare con inaccettabili aggressioni verbali nei confronti degli avversari politici e dalla sistematica messa in discussione della imparzialita' e della funzione di garanzia della Presidenza della Camera", conclude MELILLA

La Camera dei Deputati ha approvato oggi una legge che modifica la normativa in materia di contabilità e finanza pubblica nel senso di integrare in un unico atto i contenuti attuali delle leggi separate di stabilità e di bilancio al fine di incentrare le scelte di bilancio sull'insieme delle entrate e delle spese pubbliche affidando più incisivi poteri di controllo al Parlamento in materia di conti pubblici dello Stato. Vanno in soffitta le clausole di salvaguardia, si dà accesso pieno ai parlamentari sulle banche dati delle amministrazioni pubbliche, si vietano le norme clientelari localistiche e micro settoriali, si impedisce finalmente di usare come fonte di copertura le risorse derivanti dall'8 per mille e al 5 per mille, si impegna il Governo a date certe nella presentazione al Parlamento della legge di bilancio, soprattutto si decide di adottare gli indicatori di benessere equo e solidale aderendo ad una proposta del Gruppo di Sinistra Italiana-SEL.

Alcune centinaia di firme raccolte contro l'accoglienza di 100 profughi, è ben poca cosa in una città che da sempre conosce i valori della solidarietà. Agli sciacalli che rifiutano di accogliere poche persone in fuga dalla guerra e dalle violenze, vorremmo ricordare che decine di migliaia di cittadini pescaresi dopo i bombardamenti americani del 1943 che distrussero al 90% la nostra città provocando oltre 5000 morti, furono accolte fraternamente da tutti i paesini dell'entroterra pescarese.e abruzzexe. Ieri si chiamavano sfollati, ora profughi. Facciamo un esempio che sicuramente è cosa ben diversa dalla situazione attuale ma vogliamo rendere l'idea che i milioni di profughi in fuga da Siria e Libia da guerra e violenza. vivono la stessa disperazione degli sfollati d'ogni guerra, in ogni latutudine del mondo. L'Abruzzo è all'ultimo posto come percentuale di accoglienza di profughi rispetto a tutte le altre regioni italiane. Esistono leggi e convenzioni internazionali da cui non è possibile scappare. A chi raccoglie firme contro un centinaio di poveri in cerca di rifugio diciamo semplicemente che non è umana una politica che viola ogni principio di solidarietà e fratellanza.. Non siamo in presenza di nessuna invasione, possiamo gestire in sicurezza un problema che in tutto l'Abruzzo riguarda 2000 profughi divisi in 500 per ogni provincia. Siamo estremamente felici che in una città di 130.000 abitanti i professionisti della paura e dell'odio hanno raccolto solo qualche centinaia di firme. Evidentemente le cultura della soldarietà e dell'accoglienza cristiana a Pescara sono molto più forti di chi vuole semplicemente provocare guerre tra poveri. Per questo invitiamo i cittadini pescaresi a non firmare l'appello della destra pescarese.

Gianni Melilla – Deputato SI

Daniele Licheri – Coordinatore Provinciale Pescara Sel - SI

Accoglienza Profughi a Pescara , Melilla: "Restiamo umani".

Le strumentalizzazioni che la destra sta mettendo in atto a Pescara contro l'accoglienza di poche decine di profughi sbarcati in Sicilia alcuni giorni fa, è la spia di una visione politica volta ad alimentare le paure e gli egoismi che soprattutto tra gli strati popolari più disagiati sono molto presenti. La destra non dice che negli ultimi giorni sono morti annegati nel Canale di Sicilia 700 africani di cui almeno 70-80 bambini stando alle testimonianze raccolte dalle Autorità italiane che si occupano dei soccorsi in mare. La destra non dice che l'Italia ha firmato convenzioni internazionali che la obbligano a prestare rifugio a chi scappa dalle guerre e dalle violenze etniche e religiose. La destra non dice che chi non ha la condizione del rifugiato sarà rimpatriato. Noi di Sinistra Italiana condividiamo le parole di solidarietà e di accoglienza di Papa Francesco e siamo vicini alla Marina Militare che opera in mare per salvare la vita di tante donne, bambini, anziani. Noi di Sinistra Italiana chiediamo all'Europa una politica europea per fronteggiare la emergenza umanitaria di migliaia di profughi che sfidano il Mediterraneo scappando da guerre e violenze di ogni tipo. Noi di Sinistra Italiana capiamo il difficile lavoro che ricade sul Prefetto, sui Sindaci e sulle associazioni della provincia di Pescara che stanno fronteggiando operativamente l'accoglienza dei profughi arrivati a Pescara. Per questo siamo agli antipodi culturali prima che politici di chi a Pescara manifesta contro persone deboli e umiliate dalla violenza e dalla fame. In Abruzzo ospitiamo poco più di 1900 profughi, circa 500 per provincia. Si tratta di uno sforzo significativo ma modesto che condividiamo con le altre Regioni italiane. Per questo chi protesta contro i profughi, lo fa solo per "rubare" qualche voto a quella parte di italiani che si lascia andare ad una inutile e triste guerra tra poveri. Abbiamo invece bisogno di una grande maturità politica per governare processi così intensi umanamente e purtroppo provocati da chi ( leggi alcuni governi europei a partire da Francia e Regno Unto) per miopia ha preferito provocare le guerre in Libia e Siria senza pensare alle conseguenze drammatiche per milioni di persone. Restiamo umani. Pescara maggio 2016. Gianni Melilla, deputato SEL SI

Ciao Marco

Ciao Marco

Marco Pannella é stato un protagonista della vita politica italiana e delle battaglie per modernizzare il nostro Paese sul terreno dei diritti civili. Ha dimostrato che con la politica si può cambiare nel profondo la legge e il costume pur non ricoprendo incarichi di potere e di governo. Pannella non é mai stato Ministro o Presidente, ma ha inciso molto ma molto di più di tanti Presidenti del Consiglio o della Repubblica. È' stato un abruzzese tenace e attaccato alla sua terra. Peccato che Napolitano non lo abbia nominato senatore a vita. L'avrebbe ampiamente meritato. Pescara maggio 2016.

Gianni Melilla, deputato Sel-Si

La Regolamentazione dell'attività di lobbyng decisa stasera dalla Giunta del Regolamento della Camera dei Deputati, dopo l'approvazione del Codice di condotta dei deputati, è un ulteriore passo verso la trasparenza del lavoro parlamentare e la piena attuazione dell'articolo 54 della Costituzione che impone di assolvere "con disciplina e onore" ogni funzione pubblica. La Camera si dà subito di uno strumento fondamentale di trasparenza. Va rilevato positivamente l'impulso dato dallaPresidente Boldrini all'approvazione di questa regolamentazione che allinea l'Italia alle democrazie più avanzate del mondo. oO afferma Gianni Melilla deputato Sinistra Italiana, componente della Giunta del Regolamento di Montecitorio.

Lo,rende noto l'ufficio stampa Gruppo Parlamentare Sinistra Italiana Roma 26 aprile 2016

Io sono comunista (Nazim Hikmat)

Io sono comunista Perché non vedo una economia migliore nel mondo che il comunismo. Io sono comunista Perché soffro nel vedere le persone soffrire. Io sono comunista Perché credo fermamente nell'utopia d'una società giusta. Io sono comunista Perché ognuno deve avere ciò di cui ha bisogno e dare ciò che può. Io sono comunista Perché credo fermamente che la felicità dell'uomo sia nella solidarietà. Io sono comunista Perché credo che tutte le persone abbiano diritto a una casa, alla salute, all'istruzione, ad un lavoro dignitoso, alla pensione. Io sono comunista Perché non credo in nessun dio. Io sono comunista Perché nessuno ha ancora trovato un'idea migliore. Io sono comunista Perché credo negli esseri umani. Io sono comunista Perché spero che un giorno tutta l'umanità sia comunista. Io sono comunista Perché molte delle persone migliori del mondo erano e sono comuniste. Io sono comunista Perché detesto l'ipocrisia e amo la verità. Io sono comunista Perché non c'è nessuna distinzione tra me e gli altri. Io sono comunista Perché sono contro il libero mercato. Io sono comunista Perché desidero lottare tutta la vita per il bene dell'umanità. Io sono comunista Perché il popolo unito non sarà mai vinto. Io sono comunista Perché si può sbagliare, ma non fino al punto di essere capitalista. Io sono comunista Perché amo la vita e lotto al suo fianco. Io sono comunista Perché troppe poche persone sono comuniste. Io sono comunista Perché c'è chi dice di essere comunista e non lo è. Io sono comunista Perché lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo esiste perché non c'è il comunismo. Io sono comunista Perché la mia mente e il mio cuore sono comunisti. Io sono comunista Perché mi critico tutti i giorni. Io sono comunista Perché la cooperazione tra i popoli è l'unica via di pace tra gli uomini. Io sono comunista Perché la responsabilità di tanta miseria nell'umanità è di tutti coloro che non sono comunisti. Io sono comunista Perché non voglio potere personale, voglio il potere del popolo. Io sono comunista Perché nessuno è mai riuscito a convincermi di non esserlo.

Nazim Hikmet