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"Grande Pescara": nuove adesioni al digiuno di Di Carlo Gianni Melilla appoggia il digiuno radicale per il rispetto del referendum per la unificazione di Pescara, Montesilvano e Spoltore

(AGI) - L'Aquila, 18 gen. - Alessandro Massari, componente della direzione di Radicali Italiani e Fabrizio Cianci, membro del Comitato Nazionale, sono in sciopero della fame dalla mezzanotte di oggi e per tre giorni in sostegno della iniziativa di Alessio Di Carlo, giunto al sedicesimo giorno di sciopero della fame per chiedere che venga rispettata la volonta' popolare espressa in occasione del referendum popolare del 26 maggio 2014 sulla 'Grande Pescara'. "Ringrazio gli amici radicali per l'azione nonviolenta intrapresa in appoggio ai fondamentali principi di democrazia - commenta Di Carlo, segretario Radicali Abruzzo - e con l'occasione saluto e ringrazio tutti coloro che in questi giorni mi hanno manifestato la loro vicinanza: in particolare il deputato di Sinistra Italiana Gianni Melilla che spesso, in questi anni, ha offerto il proprio appoggio alle nostre iniziative, sia a livello locale che nazionale".

Il governo Renzi si è affrettato a giustificare gli aumenti autostradali legandoli alla inflazione e a fantomatici investimenti. Ma non ha risposto ad alcune domande: 1 perché l'Autostrada dei Parchi ogni anno prende aumenti superiori di 3 o 4 volte a quelli accordati alle altre concessionarie autostradali? I cittadini abruzzesi e laziali sono forse di serie B? 2 perché l'Autostrada dei Parchi è così trascurata e insicura ? 3 perché l'Autostrada dei Parchi è priva di stazioni di servizio per oltre 100 km, dalla stazione di Chieti-Pescara a quella di Magliano dei Marsi? E più in generale il Governo deve rendere conto agli italiani delle privatizzazioni fatte negli anni scorsi delle autostrade italiane tenendo conto che le concessionarie private hanno determinato che oggi per viaggiare in una qualsiasi autostrada costa più il pedaggio che la benzina, e contemporaneamente è peggiorato lo stato dell'intero sistema autostradale per la insufficienza degli investimenti in sicurezza e manutenzione ordinaria e straordinaria. Il Governo risponderà in Parlamento.

Pescara 2 gennaio 2015.                                         Gianni Melilla, deputato Sinistra Italiana

Su 27 concessonarie autostradali italiane solo 7 rincarano nel 2016 i pedaggi autostradali. Tra di esse l'Autostrada dei Parchi che collega l'Abruzzo con Roma nel tronco L'quila-Teramo e in quello Avezzano-Chieti-Pescara. Quest'anno il rincaro è del 3,45%, il secondo più caro tra le 7 che aumentano i pedaggi. Siamo ben oltre l'inflazione! E così succede da anni, con la complicità colpevole di chi ha congegnato questo meccanismo ingiusto. Si tratta dell'ennesima penalizzazione per gli automobilisti in generale e in particolare per quelli abruzzesi e laziali che utilizzano l'autostrada per lavorare. Il costo a carico delle imprese sarà naturalmente scaricato sui cittadini. L'aumento è ancora più ingiusto se si considera lo stato dell'autostrada dei parchi, ormai vecchia e insicura. Il suo alto costo ormai scoraggia il traffico automobilistico visto che per andare a Roma si spende più per il pedaggio che per la benzina! E anche per quanto riguarda il servizio di ristoro e dei combustibili vi è da rilevare la vergogna di cento chilometri di autostrada tra Pescara e Avezzano senza nessuna stazione di servizio ( un record negativo nazionale!). Rivolgerò immediatamente una interrogazione urgente al Ministro delle Infrastrutture per denunciare questo ennesimo colpo ai cittadini abruzzesi e laziali e al sistema economico. Chiedo alle Istituzioni Abruzzesi, a partire dalla Regione Abruzzo una netta posizione per impedire questa ennesima ingiustizia.

Pescara 31 dicembre 2015                                                            Gianni Melilla, deputato Sinistra Italiana

Sono particolarmente lieto di comunicare che il Parlamento ha approvato la mia proposta di istituire a Pescara una sede dell'ISTITUTO SUPERIORE PER LE INDUSTRIE ARTISTICHE, mediante la trasformazione dell'attuale sede decentrata di Roma. L'ISIA è presente con 4 sedi a Roma, Urbino, Firenze e Faenza. L'ISIA di Pescara sarà la QUINTA sede italiana del prestigioso Istituto Superiore Pubblico del Ministero della Scuola Università e Ricerca della Repubblica Italiana, inserito nel comparto statale AFAM ( Alta Formazione Artistica e Musicale) unitamente alle Accademie e ai Conservatori. L'ISIA fu fondato nel 1973 dal professor Giulio Carlo Argan, insigne storico dell'arte e Sindaco di Roma. Per accedere all'ISIA, come per tutte le facoltà universitarie italiane, è necessario un diploma quinquennale e occorre superare una prova selettiva. Al termine del percorso di studio ( 3+2 ) si conseguono i titoli accademici equipollenti alle Lauree, di 1 livello ( in Design industriale) e di secondo livello ( in Design dei Sistemi). L'ISIA di Roma ha da alcuni anni una sede decentrata a Pescara con il contributo della Fondazione Pescarabruzzo . L'ISIA di Roma è attualmente presieduto dal professor Nicola Mattoscio e naturalmente alle sue cortesi sollecitazioni si deve la mia scelta di presentare una proposta di legge per la istituzione dell'ISIA a Pescara. . La scelta di Pescara come quinta sede autonoma italiana dell'ISIA garantirà lo sviluppo coordinato della formazione, ricerca e innovazione nel settore strategico del design del prodotto industriale e dei servizi in cui esiste una significativa e moderna domanda occupazionale. Sono particolarmente felice di aver promosso la nascita di questa Istituzione pubblica di Alta Formazione a Pescara, tramite una proposta di legge presentata l'anno scorso e ora sostanzialmente assorbita nella legge di Bilancio 2016. I giovani hanno bisogno di grande attenzione per la loro formazione da cui può dipendere un lavoro qualificato e una vita serena. Pescara anche con questa proposta qualifica la sua vocazione di città dell'innovazione per l'Italia Adriatica. Voglio infine positivamente rilevare su questa proposta la larga convergenza del Parlamento e in particolare per la maggioranza del collega relatore Paolo Tancredi.

Pescara 30 dicembre 2016                            Gianni Melilla, deputato Sinistra Italiana Ufficio di Presidenza Camera

I 140 mila investitori delle 4 banche rovinate da banchieri senza scrupoli hanno diritto al pieno risarcimento. Desta un amaro stupore il cinismo di chi , appellandosi al nuovo regime della direttiva europea del bali-in recepito dalla legge italiana, intende abbandonare a sé stessi i risparmiatori truffati con la vendita di obbligazioni rivelatesi ora carta straccia. Saranno i giudici naturali a stabilire come risarcire i 6 mila azionisti di 60 mila bond subordinati della CARICHIETI ( secondo i dati di Repubblica di ieri). La procedura di salvataggio stabilita dal Governo innesca un conflitto insanabile tra vecchi e nuovi creditori della Carichieti e delle altre 3 banche interessate. Non è giusto sul piano costituzionale scaricare i crediti dei risparmiatori truffati sul vecchio istituto ormai ridotto ad uno scheletro esangue che si avvia alla liquidazione coatta con attivi che secondo le prime stime sono assolutamente al di sotto di quanto necessario per soddisfare i risparmiatori truffati. Il Governo Renzi ha congegnato un meccanismo che vuole impedire ai risparmiatori di riprendersi i propri investimenti. Ma così facendo ha intaccato un principio costituzionale fondamentale: la tutela dei risparmio dei cittadini come dovere assoluto della Repubblica italiana. Il Gruppo di Sinistra Italiana ha presentato alla Camera dei Deputati la proposta di istituzione di una commissione di inchiesta su questo "affaire" per accertare ogni responsabilità politica ed anche penale e civile di chi non ha fatto il suo dovere, dai vecchi amministratori delle 4 Banche, alla Consob e alla Banca d'Italia. Siamo al fianco delle migliaia di risparmiatori della Carichieti ingiustamente truffati perché le regole europee e nazionali non si possono applicare in presenza di violazione di altre regole. Se i titoli sono stati venduti "contra legem" , non si può applicare la disciplina del "burden sharing". Faremo di tutto sul piano politico per tutelare i risparmiatori e per punire i banchieri colpevoli e chi non ha controllato e vigilato con rigore. Ne va la credibilità e la stabilità del sistema bancario italiano.

Pescara 27 dicembre 2015                                                Gianni Melilla, deputato Sinistra Italiana Ufficio di Presidenza della Camera

RESOCONTO ATTIVITA' PARLAMENTARE 2015 GIANNI MELILLA

Il deputato Gianni Melilla, segretario dell'Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati ha presentato il Resoconto della sua attività parlamentare. Ha presentato 15 proposte di legge come primo firmatario e 149 come cofirmatario. Nel corso della legislatura è stato presente a 534 sedute sul totale di 534, cioè il 100%. Su un totale di 14.145 votazioni ha votato 14.026 volte, cioè il 99,16% del totale. Ha presentato come primo firmatario: 48 INTERPELLANZE E 317 INTERROGAZIONI. E' stato relatore di minoranza per la legge di stabilità e il Bilancio dello Stato 2015. Ha curato nel 2015 la pubblicazione dei Discorsi Parlamentari di Lucio Magri e alla presentazione dei 2 volumi presso la sala della Regina della Camera dei Deputati hanno partecipato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la Presidente della Camera Laura Boldrini. E' stato nominato responsabile dell'Unione Interparlamentare tra l'Italia e i Paesi dell'Africa Orientale, e ha avuto incontri a Roma con rappresentati parlamentari e diplomatici di Kenya, Somalia ed Eritrea. E' componente dell' Ufficio di Presidenza della Camera, della Commissione Bilancio e Tesoro della Camera, della Giunta del Regolamento della Camera, del Comitato Affari del Personale della Camera. Di particolare rilievo la battaglia vinta per la tutela del Mare Adriatico e del Parco nazionale della costa teatina con il rigetto del progetto Ombrina e il ripristino del limite delle 12 miglie dalla costa per i progetti di coltivazione e produzione di idrocarburi. Su tale questione Melilla ha svolto una intensa attività con la presentazione di una specifica proposta di legge, di varie interpellanze e interrogazioni e infine con un emendamento alla legge di stabilità 2015 che infine è stato accolto dal Governo con il ripristino del limite delle 15 miglie. Altra questione di rilievo sollevata da Melilla è stata la bonifica del sito inquinato di Bussi, con la promozione anche di una visita della Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini nel luglio di quest'anno. Ha seguito varie vertenze sindacali di aziende abruzzesi con incontri al Ministero del Lavoro e a quello dello Sviluppo Economico, al fine di tutelare l'occupazione e consolidare l'apparato produttivo abruzzese.

 

Pescara, dicembre 2015 Segreteria deputato

Gianni Melilla (Sinistra Italiana)

carissim@, sperando di fare cosa gradita,

pubblico resoconto sulla mia attività parlamentare nel 2015

un caro saluto e buon anno

Gianni Melilla

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Grazie, signora Presidente. La legge di stabilità per il 2016 è sostanzialmente, sulle grandi linee, una replica di quella dell'anno scorso anche se è stata presentata con grande capacità comunicativa da parte del Presidente del Consiglio e anche con una sincera predisposizione al confronto in Commissione bilancio da parte dei relatori Tancredi e Melilli, del presidente Boccia e del Viceministro Morando, che voglio pubblicamente ringraziare proprio per questa disponibilità al confronto con tesi che sicuramente non condividono, come nel caso di Sinistra Italiana.    Oggi, come un anno fa, l'obiettivo del raggiungimento del pareggio di bilancio e posticipato di un anno, questa volta al 2018. Non è secondo noi una proposta di manovra espansiva. Sinistra italiana ha assunto le proposte alternative di manovra economica della campagna «sbilanciamoci  !» che raccoglie economisti che fanno riferimento a tantissime associazioni italiane storiche e nuove. Nella relazione di minoranza che ho presentato per il gruppo di Sinistra Italiana sono indicati in modo completo le proposte alternative del gruppo di Sinistra Italiana. Farò, dunque, solo alcune considerazioni sintetiche che poi consegnerò alla Presidenza. Parto dal cuore del nostro pensiero politico ed economico. Paul Krugman per criticare le misure di austerità adottate in Europa, e per contrastare la crisi, si è riferito ad una nuova teoria economica secondo cui le scelte che deprimono l'economia nel breve termine provocano danni permanenti e non superabili semplicemente con la fatina della fiducia. Questa teoria economica si chiama isteresi e ha come sostenitori autorevoli economisti nell'amministrazione americana di Obama. L'isteresi ci dice che la crisi ha provocato enormi danni a lungo termine e che il ridimensionamento delle prospettive economiche dei Paesi occidentali è fortemente correlato alle misure di austerità imposte ed è la spia che le scelte dell'austerità hanno avuto effetti catastrofici ben oltre il dato drammatico della caduta del reddito, della disoccupazione, e della disapplicazione del sistema pensionistico, in particolare, e del welfare sociale, più in generale. Basti pensare che agli enti locali negli ultimi sette anni sono stati sottratti 19 miliardi con il Patto di stabilità e 12 miliardi di trasferimenti erariali. Le stime sui danni a lungo termine sono gravi anche in termini fiscali. Chi ha tagliato la spesa durante la depressione ha danneggiato l'economia e le entrate fiscali attuali e future al punto tale che il debito pubblico sarà più alto di quanto lo sarebbe stato senza i tagli. Lo stesso Mario Draghi ci ricorda, con la sua nota professionalità, che quest'anno l'Eurozona ha registrato la crescita globale più debole dal 2009 e che ci vorranno 31 trimestri ovvero quasi otto anni per recuperare i livelli ante-crisi. Ma nel caso italiano la valutazione risulta persino ottimistica, il nostro Paese è più indietro e ci vorrebbe un cambiamento radicale. Sull'occupazione, il Jobs act presenta un villaggio un bilancio fallimentare. La precarietà è sostanzialmente tornata ai livelli del Governo Monti (14,2 per cento), mentre i posti di lavoro, oltre ad essere insicuri nella durata, hanno avuto un costo altissimo grazie alla decontribuzione. Intanto i NEET, cioè i giovani sino a trent'anni fuori dal lavoro, dallo studio e dalla formazione, che erano nel nostro Paese 1,8 milioni nel 2008, sono diventati, sette anni dopo, 2,4 milioni; una generazione senza futuro !    Per raggiungere il tasso medio di occupazione dei Paesi OCSE il nostro Paese dovrebbe produrre ben 7 milioni di posti di lavoro ovvero reintegrare il milione di posti lavoro che è stato perso durante la crisi tra il 2008 e il 2014 e crearne altri sei che già mancavano prima dell'inizio della grande crisi. Ovviamente, si tratta di cifre sulle quali possiamo solo esprimere un benevolo sorriso.    Bisognerebbe avanzare di ben 10 punti nel tasso di occupazione, con le politiche attualmente messe in campo non si vede davvero come. Ma il maquillage dei decimali di PIL neanche convince Bruxelles, la bestia europea e sempre più affamata di austerità e non si accontenta di una versione mitigata dell'austerità. Così la legge di stabilità italiana è solo rimandata, non ha ottenuto il bollino blu della Commissione. Questo se da un lato mostra quanto debole fosse il braccio di ferro con gli organi europei, svela tutta l'ipocrisia su cui si fonda la governance europea. La Francia, che non ha mai rispettato il rapporto tra debito e PIL, ha chiesto nuovamente di poter sforare, questa volta causa le spese per la guerra al terrorismo. Gli alti dirigenti dell'Unione europea hanno chiarito che queste spese vanno considerate extra rispetto al calcolo del deficit. Non solo ai migranti l'Europa ha fatto per anni la guerra, ma poi pretendiamo che da essi ci arrivi la flessibilità sui conti. Ma c’è chi con cinismo, oltretutto privo di senso delle proporzioni, fa paragoni con gli effetti positivi che la Seconda guerra mondiale ebbe sull'economia USA. Aspettarsi dai terroristi jihadisti il miglioramento dalla flessibilità dei bilanci è davvero il colmo. L'ironia imbarazzante di questa storia è che le politiche dell'austerità degli ultimi Governi italiani, in amara continuità istituzionale, sono state assunte in nome della responsabilità a lungo termine, chi dissentiva è stato liquidato come un incosciente. Il pensiero unico non può incantare il fiasco della politica dell'austerità. Imporre sacrifici agli altri non vuol dire essere responsabili, c’è un principio di realtà da cui non si può sfuggire. Per noi non è utile sequestrare la vita dei lavoratori negando la flessibilità dell'età pensionabile. Per noi è giusto tagliare le spese militari e affermare una spending review selettiva ed equa. Per noi è necessario far pagare le tasse a chi ha più o le elude furbescamente come nel caso delle grandi multinazionali del web. Voteremo quindi contro questa manovra economica che è falsamente espansiva, che rivendica impaurita dal padrone europeo qualche decimale di PIL da distribuire in modo discutibile. Nella sostanza, concludo, non ha il coraggio di superare la politica vecchia e fallimentare dell'austerità europea a trazione tedesca. Chiedo che la Presidenza autorizzi la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo integrale della mia relazione (La Presidenza lo consente, sulla base dei criteri costantemente seguiti).

Carissim@,

allego la mia relazione di minoranza al bilancio e alla legge di stabilità 2016.

Gianni Melilla

NEL CUORE DELLA NOTTE ALLE ORE 1,49 DEL 15 DICEMBRE 2015 A ROMA, COMMISSIONE BILANCIO CAMERA DEI DEPUTATI, IL PROGETTO OMBRINA E' BLOCCATO CON IL RIPRISTINO DELLE 12 MIGLIE DALLA COSTA PER LE TRIVELLAZIONI PETROLIFERE.

Il Governo Renzi ,terrorizzato dai referendum delle 10 Regioni italiane, di primavera sulle sue leggi Sblocca Italia e Sviluppo Italia, ha fatto marcia indietro recependo i quesiti referendari. In particolare si è deciso con l'emendamento n 16.293 alla legge di stabilità 2016 : 1 il blocco dei procedimenti in corso di ricerca e coltivazione di idrocarburi entro le 12 miglie dalla costa: SALTA COSI' IL PROGETTO OMBRINA. 2 l'eliminazione della dichiarazione di strategicità, indifferibilità e urgenza delle attività petrolifere. 3 la cancellazione del vincolo preordinato all'esproprio della proprietà privata già a partire dalla ricerca degli idrocarburi. 4 la limitazione delle attività di ricerca e di estrazione attraverso l'eliminazione delle proroghe. 5 la garanzia della partecipazione degli enti territoriali ai procedimenti per il rilascio dei titoli. Esce sconfitta la linea di chi puntava sul petrolio che il Governo Renzi e la sua maggioranza di centrodestra (PD, NCD,Scelta civica e Area Popolare) ha portato avanti in questi ultimi anni. Hanno dovuto cambiare linea. HA VINTO IL POPOLO ABRUZZESE che da anni si batte contro Ombrina, un progetto irrazionale economicamente e rischioso per l'ambiente.

Roma 15 dicembre 2015                                                     Gianni Melilla, deputato Sinistra Italiana-Sel