May 21, 2018 Last Updated 5:51 PM, Mar 22, 2018
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Renzi sta cercando in tutti i modi di impedire ai cittadini di esprimersi sull’estrazione petrolifera in mare prevista dallo Sblocca Italia. Lo fa cercando di rivedere le sciagurate norme dello Sblocca Italia ma anche impugnando la legge della Regione Abruzzo "Provvedimenti urgenti per la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema della costa abruzzese". Una cosa gravissima. Lo afferma il deputato abruzzese di Sinistra Italiana commentando l’impugnazione da parte del Consiglio dei ministri della legge della Regione Abruzzo "Provvedimenti urgenti per la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema della costa abruzzese". Chi vuole salvare i mari e le coste italiane dalle norme dello Sblocca Italia sulla liberalizzazione delle trivellazioni petrolifere è un fronte ampio, ben radicato sui territori e sostenuto dalle amministrazioni locali. Renzi modifichi la politica energetica del Paese e archivi per sempre l’inutile e pericolosa ricerca del petrolio italiano.

Lo rende noto l’ufficio stampa gruppo parlamentare di Sinistra Italiana Roma

Il Presidente della commissione Bilancio ha giudicato ammissibile l'emendamento che ho presentato alla legge di stabilità 2016 per ripristinare il limite delle 12 miglie per tutti i territori interessati dalla presenza di parchi e aeree protette per le trivellazioni di idrocarburi, questo emendamento sarà segnalato dal gruppo di Sinistra Italiana-Sel ( praticamente lo sceglie come prioritario per l'esame della commissione ), ora si passa alla discussione dell'emendamento che avverrà a inizi prossima settimana in sede di commissione bilancio prima di andare in Aula.

Gianni Melilla - Deputato Sinistra Italiana

Scarica il volantino in allegato

La solidarietà europea può essere affermata abbandonando le fallimentari politiche dell’austerità. Non è una soluzione ritornare ai nazionalismi autarchici che si tradurrebbero in sovranità fasulle. L’Europa politica e solidale deve assumere come obiettivo di fondo la modifica dei Trattati della Unione Europea. Il Fiscal Compact, con il recepimento nella Costituzione italiana della parità di bilancio con voto quasi unanime del Parlamento, sta producendo povertà, disoccupazione e demolizione dello stato sociale, un tempo vanto dell’identità europea. I vertici dei 28 Capi di Stato o di Governo sono il cancro dell’Unione Europea. Il fallimento dell’Unione Europea si accompagna alle umiliazioni dei Parlamenti Nazionali costretti a ratificare, sotto il ricatto del debito pubblico, le politiche dell’austerità. L’Unione Europea ha regalato 4.500 miliardi di euro alle Banche per salvarle, ma non ha trovato 300 miliardi per salvare la Grecia e il suo popolo ridotto alla povertà estrema. L’euro a trazione tedesca è stato ed è il più formidabile strumento per abbassare i salari reali, abbattere lo stato sociale, cancellare il diritto del lavoro. La Germania domina l’economia europea violando i trattati europei . Basti pensare alla illegale eccedenza tedesca dell’ export-import di 160 miliardi di euro l’anno che deprime le altre economie nazionali europee. La disoccupazione interessa 25 milioni di cittadini europei. Trattati internazionali e leggi sui diritti umani sono ormai violentate dalle politiche dell’austerità. Occorre una svolta nelle politiche dell’Unione Europea. Anche per quanto riguarda il Sistema Monetario Europeo sempre più incapace di favorire benessere sociale, piena occupazione e sviluppo ecosostenibile. Le disuguaglianze si allargano con la stragrande maggioranza dei popoli danneggiata e una piccola minoranza che accresce le sue ricchezze. Gli amministratori delegati di grandi imprese arrivano a guadagnare 500 volte in più dei loro dipendenti lavorando spesso male. Occorre un grande piano per la rinegoziazione del debito pubblico degli Stati. E’ sempre meglio uno Stato debitore o una Banca che paga poco e in ritardo, piuttosto che non paghi niente perché fallisce. E’ illusorio sopravvivere alla meno peggio per i prossimi decenni senza riforme radicali e risolutive. Seguo personalmente con attenzione il dibattito su una transizione consensuale verso un sistema monetario in cui all’euro potrebbe affiancarsi una moneta fiscale parallela. Alcuni economisti, in questo senso, hanno proposto la trasformazione dell’euro da moneta unica a moneta comune. (1) La strada maestra di un Piano A è il sogno europeo: la resurrezione delle istituzioni europee con Eurobond, Fondo federale per la mutualizzazione e ristrutturazione dei debiti, la democratizzazione degli organi decisionali della UE. Ma la storia di questi anni ci dice che non è affatto semplice realizzare questo sogno. Per questo gli europeisti, affezionati alle idee del Manifesto di Ventotene, devono osare un Piano B, di livello anche nazionale e per questo fattibile senza autorizzazioni preventive dell’UE. Si è dentro l’euro, ma anche oltre l’euro. Penso alla proposta del “Quantitative Easing del popolo”, avanzata , in altro contesto nazionale, dal nuovo programma economico dei laburisti inglesi guidati da Jeremy Corbin. Il nuovo QE del popolo non dovrebbe favorire le banche private, ma mirare al bene comune, finanziando l’economia sociale, l’edilizia residenziale pubblica, il trasporto pubblico, le infrastrutture strategiche, la manutenzione del territorio, l’economia digitale. Lo Stato emette dunque speciali titoli pubblici, i Certificati di credito fiscale. Si tratta di una manovra di ispirazione keynesiana che vuole redistribuire potere d’acquisito a cittadini e imprese in via diretta senza una intermediazione creditizia. In Italia i CCF possono essere decisi autonomamente dal Parlamento senza l’assenso preventivo delle Istituzioni europee. Un piano B dunque per uscire dalla trappola della liquidità, ridare fiato all’economia reale, rilanciare i consumi, e creare nuova occupazione in un quadro di stabilità di bilancio pubblico e di equilibrio della bilancia dei pagamenti. Il predicato fiscale dei CCF viene assicurato dal fatto che essi vengono accettati per il pagamento delle imposte- il maggior riconoscimento che una moneta possa ottenere dallo Stato- e sarebbero comunque garantiti dalle entrate fiscali. (Luciano Gallino, Cambiare Governo per affrontare la crisi,giugno 2015)

1) In Italia: B. Bossone, M. Cattaneo, E. Grazzini, S, Sylos Labini ( a cura di ) Per una nuovamoneta fiscale gratuita: come uscire dall’austerità senza spaccare l’Euro. e-book Micromega 2015

Schede di lettura della Legge di Stabilità 2016

In allegato Dossier A.C. 3444

Mobilitazione europea per la Democrazia, per la Libertà e i Diritti.

La decisione del Ministero dello Sviluppo Economico del Governo Renzi che autorizza Ombrina, è sbagliata e illegittima. I ricorsi giudiziari che saranno attivati prolungano la battaglia contro un'opera devastante per l'ambiente marino e per il Parco Nazionale della Costa Teatina. La Regione Abruzzo e i Comuni sono giustamente in prima linea in questa battaglia insieme alla grande maggioranza della cittadinanza abruzzese. Accanirsi sugli idrocarburi come ha fatto il Governo con il decreto "sblocca Italia" è miope quando tutti nel mondo mettono al primo posto le energie rinnovabili, il risparmio energetico e l'efficientamento energetico. Sono certo che il movimento di lotta saprà trovare le giuste forme di disobbedienza civile contro una scelta imprenditoriale che in nome del profitto ignora il rischio ambientale.

Gianni Melilla, deputato Sinistra Italiana

Era inevitabile che dopo la svolta centrista del Partito Democratico, si aprisse a sinistra un'ampio spazio politico e sociale. Del resto in ogni paese d'Europa vi è una sinistra ben radicata sul piano elettorale e politico. La Sinistra Italiana che muove il suo primo passo creando gruppi parlamentari alla Camera e al Senato, vuole essere non una ridotta minoritaria ma una grande forza unitaria, innovativa e popolare. Al suo interno vi sono personalità che esprimono sensibilità diverse: da quella laburista a quelle ambientalista, comunista, e ulivista. L'ambizione è quella di un autonomo polo della sinistra con un profilo di governo e una pratica di movimento che lo porti a dialogare con il sindacato e i tanti movimenti popolari, ambientalisti e giovanili che animano il panorama culturale e sociale del nostro paese. Vogliamo che questa forza politica incarni una nuova cultura politica, alternativa alla canea qualunquistica e popolustica oggi prevlente in Italia in forme radicali o moderate. Per noi l'onestà non è mai andata fuori moda, la politica ha bisogno di sobrietà, trasparenza e partecipazione . Per questo crediamo ancora nella capacità innovativa e di trasformazione dei partiti come veicoli di vera partecipazione democratica. I contenuti su cui nasce questa forza politica sono quelli su cui abbiamo lottato in questi mesi insieme, noi di Sel con i compagni della sinistra del Pd che hanno scelto con coraggio di lasciare poltrone sicure per salpare in un mare aperto e tempestoso, senza paracaduti di nessun tipo. Sono le baattaglie per la difesa della Costituzione , per un rilancio dello Stato sociale e contro le politiche di austerità, per un nuovo modello di sviluppo ecosostenibile e per il lavoro. Per noi il legame tra etica, politica e cultura è profondo e in questo ci ricolleghiamo alla migliore cultura della sinistra italiana, quella di Pertini e Berlinguer, di Langer e Pasolini, di Trentin e Ingrao. Siamo nello stesso tempo realisti e radicali. E vogliamo essere inclusivi rispetto alle tante sensibilità culturali e politiche dell'arcipelago frastagliato della sinistra italiana. Anche in Abruzzo faremo la nostra parte. Vogliamo ridare speranza ai tanti che credono ancora negli ideali di giustizia e vogliono tornare a fare poltica seriamente. onestamente e in modo innovativo.

Gianni Melilla

Allego il testo definitivo della legge di stabilità del Governo Renzi, faremo come SEL una dura opposizione con proposte alternative centrate su lavoro, sociale , lotte ai privilegi

Gianni Melilla

 

AS 2111 LEGGE DI STABILITA' 2016 E AS 2112 LEGGE DI BILANCIO TESTI DEFINITIVI LINK SENATO

 

- http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DDLPRES/941895/index.html

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DDLPRES/941894/index.html

 

La legge di stabilità per il 2015 proposta dal Governo Renzi è stata non a caso applaudita dalla Confindustria e contestata dai Sindacati, per una volta uniti nel denunciare una manovra iniqua e anche ipocrita. I lavoratori ultra sessantenni non hanno avuto nessuna flessibità per la loro pensione, dovranno aspettare 67 anni, pur avendo i requisiti contributivi.La macelleria sociale della legge Fornero continuerà a produrre anche nel prossimo anno ingiustizie e discriminazioni. Alle abitazioni principali viene abolita la tassazione,ma verranno comprese le case di lusso, le ville e i castelli: neanche Berlusconi quando abolì l’ICI era arrivato a tanto. In questa scelta simbolica, Renzi manifesta un odioso ringhio di classe. Alla sanità pubblica si tagliano 4 miliardi di euro rispetto a quanto concordato dal Governo con le Regioni anni fa con il Patto per la Salute. Dopo la mazzata dell’ultimo decreto del Governo sull’appropriatezza di analisi e prestazioni diagnostiche, Renzi propone alle Regioni nuovi tagli al servizio sanitario pubblico. Per il Sud , dopo le mirabolanti promesse del Master Plan, il Governo non prevede nessuna manovra espansiva per fronteggiare la crisi economica e sociale del Mezzogiorno di cui Svimez ci ha fornito un quadro drammatico nei mesi trascorsi. Ai 3 milioni e mezzo di lavoratori del Pubblico Impiego senza contratto da anni, è stato previsto un offensivo aumento di 8 euro lordi al mese.Praticamente un caffè ogni 3 giorni. Non è stato deciso nessun piano straordinario per il lavoro in considerazione degli alti tassi di disoccupazione soprattutto giovanile. Meno che mai si è pensato a sperimentare un reddito minimo per i disoccupati per contrastare la povertà che ormai attanaglia una parte enorme della società italiana, in particolare del sud. In compenso alle imprese si tagliano le tasse sui profitti, si finanziano gli investimenti per i nuovi macchinari, e si rinnovano i generosi sgravi per le nuove assunzioni. A chi se lo può permettere si eleva il ricorso al pagamento in contanti alzando la soglia da mille a tremila euro, favorendo così l’evasione e il malaffare. Le persone normali non vanno in giro con migliaia di euro in tasca, e comunque per pagamenti di un certo livello dispongono di bancomat e carte di credito. Nè convince la favola del vecchio pensionato che non dispone del bancomat visto che le pensioni che si erogano non contemplano certamente la possibilità di spese così elevate. Il gruppo parlamentare di Sel sta predisponendo un piano alternativo centrato sul rilancio del lavoro e dello stato sociale, con una risposta a temi decisivi come la flessibilità dell’età pensionabile, la sperimentazione di un reddito minimo per contrastare la povertà, e un grande progetto di manutenzione e di cura del territorio e dell’ambiente. Lavoriamo anche sul versante delle entrate per finanziare in modo equo una politica espansiva e di qualità sociale mettendo insieme idee e proposte della parte migliore della cultura economica. A parole Renzi blatera contro l’Unione Europea e la sua politica dell’austerità, nei fatti è un maggiordomo fedele della Merkel e della corte europea. Oggi più che mai invece è necessario battere altre strade come ha fatto con coraggio Tsipras e il Governo della Grecia. In Europa vi sono segnali importanti, dalla Spagna al Portogallo, e anche la elezione del nuovo leader dei laburisti britannici in aperta rottura con le politiche di Blair, tanto care al nostro Renzi, dimostrano che un’altra Europa è possibile. Ed è questa la strada che anche in Italia dobbiamo saper percorrere con idee di politica economica, sociale e fiscale diverse da quelle dell’austerità europea.