Feb 21, 2018 Last Updated 8:09 PM, Jan 31, 2018
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Interrogazioni

Interrogazioni (315)

Interrogazione a risposta scritta.
Al Ministro del Lavoro
Per sapere- premesso che:
In Abruzzo la società Baltour che opera nel settore dei trasporti, ha inviato un ordine di servizio in cui comunica al personale l'impossibilità di accordare i congedi parentali per "inderogabili necessità di servizio nel periodo dal 13-4-2017 al 2-5-2017 premurandosi di precisare la casistica ( "maternità facoltativa" );
La CGIL abruzzese ha giustamente denunciato questo comportamento della Baltour il cui
presidente e amministratore delegato è anche presidente della Confindustria abruzzese;

Interrogazione a risposta scritta Alla Ministra dell'Istruzione Università e Ricerca

Per sapere

-premesso che:

Interrogazione a risposta scritta sul mancato riconoscimento dell'invalidità civile del sig. Della Guardia

Al Ministro del Lavoro

per sapere, premesso che;

Apprendiamo a mezzo stampa che alcuni intoppi burocratici impediscono a un anziano di 103 anni, Mario Della Guardia, ex vigile urbano, di Pescara, con gravi problemi di salute e impossibilitato a spostarsi da casa, di ottenere una visita domiciliare per il riconoscimento dell’invalidità civile. La denuncia, riportata da alcuni quotidiani locali, parte dalle le figlie Annamaria e Carmela, 76 e 71 anni, e dal genero Giancarlo Fuschi. A novembre 2016, le figlie inoltrano la domanda all’Inps per richiedere una visita domiciliare per invalidità civile e accompagnamento, consigliata del medico di base e del medico della Asl, che è andato a casa dell’uomo per verificare le condizioni di salute e ha attestato che il paziente non è trasportabile, per cui ha diritto a una visita domiciliare. Il mese scorso, l’Inps dichiara di non avere più i documenti sulla domanda d’invalidità, inviata dal patronato qualche mese prima, così Fuschi si reca dal medico di base che gli fornisce un nuovo documento cartaceo, che attesta le condizioni di salute di Della Guardia, da consegnare personalmente agli uffici Inps, i quali, però, non gli rilasciano alcuna ricevuta di avvenuta consegna. A distanza di tre mesi, quindi, arriva telefonicamente la risposta da parte del medico della commissione Inps, che ha esaminato il caso, affermando che il paziente non possiede i requisiti necessari per avere diritto a una visita a domicilio. L’uomo, viene assistito da una badante 24 ore su 24, poiché ha bisogno costantemente di cure e di qualcuno che lo assista nelle attività primarie della vita quotidiana.

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Se non intenda intervenire per accertare il diritto di questa persona di 103 anni alla invalidità civile e alla indennità di accompagnamento.

Gianni Melilla

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

- Per sapere - premesso che:

in ordine alla riorganizzazione nazionale dei Compartimenti ANAS, e in un’ottica di razionalizzazione generale su tutto il territorio nazionale, l’Abruzzo è stato accorpato nella macro area Abruzzo-Molise-Puglia; tale accorpamento non tiene conto, a parere dell’interrogante, della condizione peculiare in cui versa l’Abruzzo, insieme ad altre aree dell’Italia Centrale, in questa fase di grave emergenza territoriale, economica e sociale; infatti, in tale fase di emergenza, sarebbe fondamentale che i presidi di controllo e pianificazione restino ben ancorati ai territori di riferimento; di questi presidi è evidente che quello relativo al recupero e alla programmazione della rete viaria - e quindi nel caso di specie ANAS - diventa fondamentale per la rinascita e il sostegno delle economie dei borghi e per fronteggiare lo spopolamento delle Aree interne, così come anche evidenziato dalla strategia del Governo nazionale dopo le gravissime sciagure degli ultimi mesi, in Abruzzo in particolare, ma in Centro Italia più in generale

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se non ritenga di dover valutare la possibilità di una deroga in merito all’accorpamento di ANAS in macro aree previsto per l’Abruzzo, stante lo stato di grave emergenza che la Regione si trova a dover fronteggiare.

ON. GIANNI MELILLA

Si invia l'emendamento al decreto legge n243 sul mezzogiorno all'esame oggi e domani della comm. bilancio della Camera dei Deputati sui primi interventi connessi alla emergenza neve in Abruzzo e nell'Italia centrale, con la previsione di un primo finanziamento di 30 milioni di euro in attesa di una stima dei danni reali da risarcire e delle misure economiche da assumere.

 

Gianni Melilla, deputato SI

Tutela latte e formaggi abruzzesi italiani

Il Governo ha stamane risposto Iin Aula,alla Camera, alla mia interrogazione in difesa della qualità delle produzioni italiane e abruzzesi di latte, formaggi e latticini e contro la inaccettabile possibilità prevista dalla Unione Europea di utilizzare latte in polvere per fare i formaggi. Il Governo ha controdedotto alla predetta diffida della Commissione Europea e ha ha ottenuto, come noi chiedevamo, l'indicazione obbligatoria dell'origine per i prodotti lattiero caseari in Italia, con il via libera della UE. In questo modo saranno tutelati i produttori e i consumatori per prodotti fondamentali come latte, burro, mozzarelle, formaggi e latticini. L'etichettatura del latte e derivati dovrà essere chiara, visibile, e facilmente leggibile. Sinistra Italiana ha così raccolto la protesta degli allevatori e dei produttori di latte e formaggi, ben rappresentata da CIA, Confagricoltura e Coldiretti. Sinistra Italiana chiede ora che questa legge sia estesa a tutta l'Unione Europea elevando la qualità e la tipicità dei formaggi e affermando la chiara origine dei prodotti per salvaguardare il reddito dei produttori e la salute dei cittadini. L'Abruzzo é una regione che ha una grande tradizione nella produzione di latte, mozzarelle, formaggi. Sono certo che i nostri allevatori, la intera filiera lattiero- casearia e i consumatori di questo straordinario segmento dell'eccellenza agro alimentare, accoglieranno con favore questa scelta del Governo e del Parlamento italiano.

Gianni Melilla, deputato SI

Intervento: https://www.youtube.com/watch?v=A9JlueHug5E&feature=youtu.be

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'economia e delle finanze

- Per sapere - premesso che:

negli ultimi mesi grande attenzione viene riservata, sia da parte dei media e sia da parte del mondo politico-finanziario, alle vicende che riguardano il tracollo del Monte dei Paschi di Siena; nella seduta di lunedì 9 gennaio scorso l’Aula della Camera dei deputati ha esaminato e votato più mozioni per chiedere al Governo di intervenire al fine di dare stabilità al sistema bancario italiano nel suo insieme e restituire la massima fiducia a risparmiatori e investitori; contestualmente l’Aula si è espressa favorevolmente per l’istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sulle vicende e sulle cause che hanno determinato la crisi di Banca delle Marche, Banca popolare dell’Etruria, Cassa di risparmio di Ferrara e Cassa di risparmio di Chieti, Monte dei Paschi di Siena e Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca (mozione n. 1-01457); in merito alla Cassa di risparmio di Chieti lo scrivente ha già presentato atti di sindacato ispettivo e va ricordato che la problematicità relativa a questa situazione nasce in tempi lontani, ma avrebbe potuto essere fortemente ridimensionata grazie ad un’adeguata azione di vigilanza da parte delle autorità di controllo all’uopo preposte; la Carichieti è stata commissariata dal Ministero dell’economia e delle finanze, con decreto del 5 settembre 2014, su proposta della Banca d’Italia ed è stata posta in amministrazione straordinaria per pesanti irregolarità amministrative; conseguentemente Bankitalia ha nominato Salvatore Immordino nuovo Ad di Carichieti , al posto di Riccardo Sora; il commissario Immordino ha lasciato l’incarico nel momento in cui è stato nominato dalla banca centrale al vertice della Rev Spa, la cosiddetta “pattumiera” dei crediti deteriorati, questa ultima nomina è avvenuta pochi giorni prima che il giudice fallimentare di Chieti, Nicola Valletta, dichiarasse con sentenza lo stato di insolvenza dell’ex Cassa di risparmio di Chieti, una sentenza che ha tirato in ballo proprio la gestione dei commissari; il giudice Valletta ha trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica, come è riportato anche sul giornale online ilcentro.gelocal.it del 6 dicembre 2016; il Fondo interbancario ha finanziato la risoluzione delle crisi di Banca Etruria, Banca delle Marche, Cassa di risparmio di Ferrara e Carichieti, per un totale di 3,7 miliardi che sono stati anticipati da Intesa San Paolo (credito poi parzialmente ceduto a Mps), Unicredit e Ubi Banca (credito poi parzialmente ceduto a Banco Popolare); il valore totale dell’intervento è servito a coprire le perdite derivanti dalla svalutazione delle sofferenze, per un valore nominale di 8,5 miliardi di euro, ricapitalizzare i nuovi istituti (1,8 miliardi di euro per le quattro succitate banche, compresa Carechieti) e infine creare la bad bank Rev Gestione Crediti SpA (136 milioni di euro) a cui è stato affidato il recupero degli 8,5 miliardi; il 19 luglio scorso - quando l’ex AD ed ex commissario Immordino era già stato nominato alla Rev SpA - nella sentenza che ha ridisegnato lo scenario dell’ex Carichieti, della debacle e del ruolo dei commissari, il giudice Valletta ha scritto: “Risulta che in atti non vi sono elementi che consentano di affermare l’esistenza di uno stato di insolvenza al momento dell’avvio della risoluzione. Non vi è dubbio invece che l’insolvenza vi fosse al momento dell’emanazione del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa. A tale epoca, infatti la Carichieti, proprio in conseguenza delle misure adottate nell’ambito del procedimento di risoluzione, non presentava più alcun elemento nell’attivo patrimoniale, a fronte di passività per 45 milioni di euro”; l’insolvenza si baserebbe “su perdite scaturite da rettifiche di valore netto dei crediti di cui però non è stata data alcuna giustificazione”; recentemente, il pm Falasca che conduce tutte le inchieste sulla Carichieti, ha iscritto Salvatore Immordino nel registro degli indagati; in questi ultimi giorni il dibattito intorno alla vicenda del Monte dei Paschi di Siena è stato soprattutto incentrato sulla necessità di rendere noti, in nome della trasparenza, i nomi dei grandi debitori morosi (la cosiddetta black list) che hanno causato il dissesto della banca, nel dibattito sono intervenuti il presidente dell’ABI, il Garante della privacy, sottosegretari di Governo nonché rappresentanti politici di spicco

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quali misure intenda porre in essere per chiarire il corretto operato degli ultimi amministratori e dei commissari preposti alla risoluzione della Cassa di risparmio di Chieti, tenuto conto che nella succitata sentenza si lamenta il fatto di non aver potuto verificare se la valutazione dei crediti di difficile o impossibile esigibilità sia stata fatta correttamente o si sia invece rivelata troppo severa, con una svalutazione eccessiva che ha intaccato il patrimonio causando il dissesto; se, come nel caso di Mps, non ci sia stata una ‘disinvolta’ gestione del credito e quali e quanti siano i maggiori debitori morosi della Cassa di risparmio di Chieti.

ON. GIANNI MELILLA

Interrogazione a risposta scritta Martedì 13 dicembre 2016, seduta n. 713 MELILLA, QUARANTA, SANNICANDRO, RICCIATTI, DURANTI e KRONBICHLER. — Al Ministro della giustizia — Per sapere – premesso che: un documento della segreteria provinciale dell'Aquila del sindacato UILPA (polizia penitenziaria) rende noto che l'amministrazione penitenziaria dell'Aquila – con circolare GDAP PU n. 146311, del 29 aprile 2016 – ha inoltrato richiesta di pagamento degli oneri agli agenti che svolgono il loro servizio presso casa circondariale i quali, a seguito del terribile terremoto del 2009, hanno stabilito il proprio alloggio all'interno della caserma stessa; le condizioni abitative non sono certo quelle ottimali; infatti, la caserma si trova in uno stato di vero e proprio abbandono: ascensori non funzionanti, servizi igienici inadeguati, muri scrostati, manutenzione ordinaria del tutto assente; in molti casi gli agenti, pur di continuare a prestare il loro servizio, dividono spazi ristretti che non sarebbero sufficienti nemmeno per una persona singola; la situazione abitativa generale che all'Aquila si è venuta a creare in seguito al disastroso sisma del 2009, considerata anche la particolare ubicazione della casa circondariale, rende difficile, se non impossibile, il reperimento di alloggi in affitto e costituisce per gli agenti interessati anche un ulteriore e notevole aggravio sul piano economico; il sindacato UILPA, a seguito dell'ispezione inviata dagli uffici di Roma dell'amministrazione penitenziaria, ha emanato un documento nel quale respinge la richiesta di pagamento degli alloggi e chiede: lo stralcio per tutti gli istituti penitenziari ricadenti nelle zone terremotate per quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica del 15 novembre 2006, n. 314, l'ampliamento e il ripristino della vivibilità degli alloggi, il rispetto di tutte le condizioni previste dal decreto legislativo n. 81 del 2008 in materia di salubrità e sicurezza –: come intenda intervenire, data la particolare e difficile situazione della casa circondariale dell'Aquila e degli agenti di polizia penitenziaria che vi prestano servizio.

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti

Per sapere- premesso che:

Nell'orario invernale in vigore dall'11 dicembre 2016 non vi sono cambiamenti per la "Freccia Rossa" che collega Pescara a Milano in 4 ore nonostante da più parti, dai sindacati alla Federconsumatori Abruzzo, si sia evidenziato a ragione che sarebbe necessario che tale treno partisse da Pescara la mattina in direzione Milano per consentire il rientro in serata. Invece succede il contrario costringendo chi lo utilizza a pernottare a Milano, in questo modo gli utenti sono scoraggiati ad utilizzarlo per i costi derivanti dallo stare a Milano 2 giorni e non uno. La soluzione più volte proposta è far partire la freccia rossa 9592 non da Ancona alle 6,10 ma da Pescara alle 5,20, con arrivo a Milano sempre alle 9.30. Per gli utenti marchigiani non cambierebbe niente, mentre per quelli abruzzesi si avrebbe la possibilità di andare e tornare da Milano in giornata.

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Se non intenda chiedere a Trenitalia di miglìorare il collegamento tra Pescara e Milano accettando la suesposta proposta.

Roma novembre 2016. Gianni Melilla, deputato Sinistra Italiana Sel

Interpellanza

Il sottoscritto chiede di interpellare i Ministri dell’ambiente e dello sviluppo economico

per sapere – premesso che:

sul "Il Fatto Quotidiano" del 15 novembre u.s. compare un articolo in prima pagina con un titolo abbastanza eloquente: "Snam, ecco il mega-gasdotto sulla faglia sismica di Amatrice & C" e pubblica  una cartina  in cui si evidenzia che il grande tubo della Snam verrebbe posizionato proprio lungo le aree con maggiore criticità: "sovrapponete le mappe, quelle del massimo rischio sismico dell'Italia centrale e quella del futuro gasdotto Rete Adriatica, coincidono perfettamente"; un articolo dello stesso tenore era comparso, a firma di Gian Antonio Stella, sul magazine “Sette” del Corriere della Sera del 2 settembre scorso; il nuovo gasdotto, non ancora realizzato, denominato “Rete Adriatica” (il progetto è del 2011) è un colosso di 687 km che attraversa dieci regioni: da Massafra (Puglia) – dove arriva la Trans Adriatic Pipeline (TAP) – a Minerbio (Emilia); un’opera che dovrebbe fare dell’Italia uno degli hub del gas (l’investimento complessivo di SNAM per la rete di trasporto è di 3,8 miliardi di euro fino al 2020); l’opera è divisa in cinque tronconi: il primo, Massafra-Biccari, è già in esercizio; il secondo, Biccari-Campochiaro, è in fase di costruzione; per il Sulmona-Foligno il procedimento è in corso come pure per il Foligno-Sestino; mentre per il Sestino-Minerbio il procedimento si è chiuso e il decreto di autorizzazione è in fase di emissione; ma il tratto più delicato è a metà strada, nel tratto di Italia colpita dai terremoti, e non sarebbe problematico solo il gasdotto, infatti intorno alla linea è prevista la realizzazione di centrali di stoccaggio (una quindicina) e di una centrale di compressione a Sulmona, cioè di un impianto per dare la spinta al gas, proprio vicino a una faglia silente, inoltre la condotta passerebbe nella zona altamente sismica del monte Morrone incrociando anche fiumi e torrenti, come ha spiegato nello stesso articolo il presidente del WWF Abruzzo Augusto De Sanctis; inoltre, il ‘Gruppo di intervento giuridico’, un’associazione ecologista, ha contestato la procedura che ha portato all’approvazione del progetto, infatti la SNAM ha chiesto una Valutazione di impatto ambientale divisa in cinque parti, una per lotto, mentre invece sarebbe servita una valutazione complessiva; secondo Stefano Deliperi, presidente del Gruppo di intervento giuridico, “la strada seguita da SNAM Rete Gas SpA, sino ad ora, sembra essere il tentativo di evitare la Valutazione ambientale strategica e la Valutazione di impatto ambientale unica, in palese violazione delle disposizioni comunitarie e nazionali”; nello stesso articolo si richiama anche la risoluzione votata all’unanimità nel 2011 dalla commissione Ambiente della Camera,  con cui  si impegnava il Governo a "disporre la modifica del tracciato" escludendo comunque la fascia appenninica propria a causa dell' "elevato pericolo per la sicurezza dei cittadini dovuto al rischio sismico", una risoluzione purtroppo profetica, alla luce di tutto ciò che è successo nell'Appennino centrale dal 24 agosto scorso ad oggi,  ma completamente ignorata dai Governi che nel frattempo si sono succeduti; i ‘Comitati cittadini per l’Ambiente’ di Sulmona hanno fatto sapere, con un proprio comunicato stampa, di aver chiesto, nel corso di un convegno tenutosi a Sulmona l’11 novembre scorso, al Ministro Graziano Delrio rassicurazioni in merito, ma il Ministro si è limitato a declinare ogni responsabilità poiché tale opera è di competenza del ministero dello sviluppo economico; in Italia SNAM può contare su 32.500 km di condutture, di cui 1000 in Abruzzo; secondo il Fatto quotidiano, fonti qualificate vicino al Governo fanno notare che “i tre quinti dell’opera sono già avviati, ma ogni tratto è indipendente dall’altro, se anche dovessero saltare i 170 km da Sulmona a Foligno il gasdotto potrebbe funzionare, utilizzando la rete già esistente”

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se non ritengano, in applicazione della risoluzione votata nel 2011 dalla Commissione ambiente della Camera dei deputati e alla luce dei gravi eventi sismici degli ultimi mesi, di dover intervenire per la modifica del tracciato previsto per il gasdotto denominato “Rete Adriatica” nel tratto previsto da Sulmona a Foligno.

Gianni Melilla