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Interrogazioni

Interrogazioni (315)

Interrogazione a risposta in Aula

Al Ministero agli Affari Esteri

per sapere-premesso che:

il 16 ottobre 2000 a circa 20 kilometri da Tiblisi veniva trovato il cadavere del giornalista di Radio Radicale Antonio Russo nato a Francavilla(CH). Stava seguendo la seconda guerra in Cecenia per conto di Radio Radicale. Era stato corrispondente di guerra in Algeria,, Burundi, Ruanda e a Sarajevo. Stava documentando la violazione sistematica dei diritti umani col ricorso all'uso di armi chimiche dei russi in Cecenia. A distanza di 16 anni dal suo assassinio la verita sulla sua morte non è stata accertata.

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a che punto sia l'indagine giudiziaria su quel tragico assassinio e la collaborazione tra le autorità giudiziarie italiane e georgiane, se non intenda rilanciare un intervento sullo Stato della Georgia per sollecitare l'accertamentio della verità. Roma ottobre 2016 Gianni Melilla

Al Presidente del consiglio dei Ministri

Per sapere - premesso che:

Apprendiamo a mezzo stampa che gli inquilini della palazzina "Orsini 63" di Giulianova (TE) rischiano di perdere la propria abitazione. Da giovedì 22 settembre fino al prossimo 8 novembre è in atto uno sfratto di massa. Agli inquilini vengono notificate le date in cui si presenteranno l’Ufficiale Giudiziario, le forze dell’ordine con il fabbro per cambiare la serratura e quindi bisogna liberare l’abitazione nel più breve tempo possibile. Il lato assurdo della vicenda è che tutti gli inquilini hanno pagato regolamenti affitti e altre spettanze me il loro sfratto dipende da un contenzioso tra il costruttore delle palazzine ed un’agenzia a cui era stata affidato l’affitto degli appartamenti. I primi contratti risalgono a settembre 2014 e ora famiglie con bambini si ritrovano per strade perché bisogna liberare lo stabile perché pare sia in fase di approvazione il Concordato o il fallimento della ditta. In una nota, il comitato di cittadini spiegano come siano finiti in una situazione in cui loro non hanno nessun tipo di responsabilità e rivolgono un appello alle istituzioni per farsi da intermediari e far cessare immediatamente l’ondata di sfratti. Lo sfratto è causato da un'errata interpretazione di fondo: è motivato da un'inadempienza da parte delle società che gestiscono gli appartamenti, che però non c'è, perché è prevista la compensazione del pagamento con lavori di ultimazione della struttura fino al settembre 2017. Non si capisce, perché questa urgenza di liberare gli appartamenti se i termini non sono ancora scaduti. Bloccare gli sfratti sarebbe invece una scelta di opportunità e di buon senso.

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Se non intenda intervenire con urgenza per scongiurare che dei cittadini vengano sfrattati pur essendo in regola con gli affitti e le spettanze.

Roma 11,10/2016 Gianni Melilla

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

Per sapere - premesso che:

Il collegamento Pescara-Foggia con treni regionali ad oggi continua ad essere poco efficiente e addirittura più costoso rispetto a situazioni analoghe. Nel resto d'Italia infatti per relazioni tipo Pescara-Ancona; Ancona – Bologna ; Bologna -Milano si effettua un unico treno regionale, nel caso Pescara-Foggia i treni diventano due: il 1° Pescara-Termoli, il 2° Termoli-Foggia. In questo modo si penalizzano fortemente i pendolari della tratta sia in termini di costi che in termini di qualità del servizio.

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Se non intenda intervenire e concorrere per un corretto adeguamento delle tariffe e delle corse adeguate alle esigenze del territorio regionale Abruzzese

Roma 11/10/2016 Gianni Melilla

IL TRENO LUMACA PESCARA ROMA

INTERROGAZIONE a risposta in Aula

Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

per sapere-premesso che:

Trenitalia ha da tempo annunciato un treno veloce sulla relazione ferroviaria Pescara Roma, ma di questa promessa si sono perse le tracce, anzi i tempi di percorrenza di questa tratta ferroviaria tra l'Abruzzo e la Capitale sono ulteriormente aumentati e oggi si impiegano 4 ore per coprire una distanza di appena 200 kilometri; i vecchi "Rapidi" del secolo scorso ci mettevano 3 ore da Pescara a Roma, cioè un'ora in meno, e dunque siamo in presenza di scelte di Trenitalia inaccettabili e irrazionali che penalizzano fortemente i viaggiatori abruzzesi e e laziali; eppure basterebbe un minimo di buona volontà per migliorare il servizio e riavvicinare una utenza ormai scoraggiata e delusa: innanzitutto si dovrebbero eliminare le fermate inutili sia nel territorio abruzzese che in quello laziale, almeno per quanto riguarda i collegamenti della prima mattinata e del tardo pomeriggio, nel secolo scorso il rapido fermava solo a Chieti, Sulmona, Avezzano e Tivoli, ora invece le fermate abruzzesi sono 8 e nel Lazio ancora di più pur essendo scarsamente utilizzate;dovrebbero poi essere utilizzati treni più veloci e meno vecchi, sporchi e senza servizi, che peraltro spesso subiscono guasti durante il tragitto con enormi disagi per gli utenti; dovrebbe essere attivato il controllo centralizzato del traffico, specialmente nel tratto Sulmona-Avezzano; il sospetto è che Trenitalia stia portando alla morte la relazione Pescara Roma, come ha già fatto con l'altra relazione Pescara Napoli soppressa alcuni anni fa, nonostante il suo interesse sociale ed economico-turistico; -: se corrisponda al vero la decisione di Trenitalia di attivare un treno veloce sulla Pescara Roma e quali iniziative intenda assumere nei confronti di Trenitalia che nei fatti sta affossando questa fondamentale relazione tra l'Abruzzo e il Lazio a tutto vantaggio del trasporto privato su gomma con evidenti danni economici, ambientali e sanitari per le popolazioni interessate

Roma 27 settembre 2016 Gianni Melilla, deputato Sinistra Italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

Al Ministro dell’economia

Per sapere – premesso che:

in un articolo del settimanale l’Espresso si parla degli accordi fiscali stipulati tra il Lussemburgo e centinaia di società private (multinazionali come Amazon, Ikea e Pepsi) per il trasferimento di buona parte dei profitti, realizzati nei paesi europei, in cambio del pagamento di imposte irrisorie, l’1 per cento o addirittura meno; dai documenti in possesso del settimanale risulterebbero anche società italiane, tra le quali Unicredit, Intesa Sanpaolo, Finmeccanica, che nel corso degli anni hanno trasferito nel Granducato buona parte dei profitti anziché versare al fisco, come tutte le altre imprese, imposte venti o trenta volte più elevate; nel novembre 2014 scoppiò lo scandalo cosiddetto ‘LuxLeaks’ e a Bruxelles partì un’inchiesta e un piano di riforma dell’Ocse in nome della trasparenza e contro l’elusione fiscale, ma dai documenti di cui parla l’Espresso risulterebbe che questo trattamento riservato alle multinazionale non sia stato mai interrotto; i documenti di cui si parla sarebbero due, entrambi finora mai resi pubblici: il primo è una tabella di tre pagine in cui compaiono i nomi di tutte le nazioni dell’Unione europea con a fianco il numero dei ‘tax ruling’ concessi; nella stessa tabella, firmata dalla direzione generale della Commissione dell’Unione Europea, sezione Fiscalità e Unione doganale, risulta che, all’interno dell’Ue, alla fine del 2013 erano attivi 545 dei suddetti accordi fra imprese e Stati, fra cui spicca il Lussemburgo con 119, ma anche Regno Unito, Ungheria, Spagna (tutte sopra quota 50); in quinta posizione con 47 ruling operativi c’è l’Italia, manca però un’informazione: i nomi delle società straniere che hanno firmato questi accordi, con il fine di ottenere una riduzione delle imposte da versare allo Stato italiano; la suddetta tabella, come detto, è aggiornata alla fine del 2013, quindi prima dello scoppio dello scandalo LuxLeaks, nel frattempo sono state comminate multe dalla Commissione europea a Fiat, Starbucks e, ultima in ordine di tempo, a Apple accusata di aver evitato di versare imposte per 13 miliardi di euro; la commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager, ha recentemente dichiarato “tutte le imprese, grandi o piccole, multinazionali o non, devono pagare la loro giusta quota di tasse”, ma nell’altro documento in possesso dell’Espresso, datato 16 settembre 2015, l’ambasciatore italiano presso l’Unione europea, Stefano Sannino, rispondendo a un parlamentare europeo – che chiedeva una “panoramica, compresa la data e il nome delle società, di tutti i tax ruling a partire dal 1991” - non nega l’esistenza dei tax ruling ancora in vigore, ma per quanto riguarda i nomi delle società “queste informazioni non possono essere rivelate per ragioni di riservatezza”

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quali siano le società straniere che hanno stipulato in Italia i succitati accordi fiscali riservati. ON. GIANNI MELILLA

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

- Premesso che:

da organi di stampa risulterebbe che, presso l'Istituto comprensivo Masci di Francavilla e l'istituto di Marzio di Pescara, due ragazzi autistici non hanno potuto iniziare l’anno scolastico, perché nelle loro Istituzioni scolastiche non hanno trovato gli operatori specializzati per alunni disabili, nonostante le famiglie degli studenti si siano mosse per tempo nella richiesta di assistenza. La madre di uno dei due studenti avrebbero denunciato l'accaduto, si legge nell'articolo, tra un misto di frustrazione dell’ingiustizia e il senso di impotenza che un genitore vive quando non può garantire a suo figlio i diritti fondamentali che gli garantiscano una vita complessa, ma dignitosa; considerato che a parere delle interroganti: se le notizie riportate risultassero vere, significherebbe tradire le "buone pratiche" sperimentate in questi anni dalla scuola italiana, sempre fondate sulla condivisione, tra docenti curriculari e di sostegno, oltre che con gli operatori specializzati per alunni disabili, dell'offerta formativa su tutta la classe e sull'idea di una profonda collaborazione di tutto il team degli insegnanti e non solo nei processi educativi dell'alunno diversamente abile; le notizie pubblicate sono a parere degli interroganti indecorose e indegne, ancor di più se non si ponesse fine a questo atteggiamento,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover accertare i fatti disponendo una indagine approfondita per individuare le responsabilità ed evitare che tali fatti incresciosi possano ripetersi

Roma, 15/09/2015 Gianni Melilla

Interrogazione a risposta scritta

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Per sapere-premesso che:

Il gruppo editoriale Espresso-Repubblica ha venduto ad imprenditori privati i suoi quotidiani dell'Abruzzo ( Il Centro) e di Salerno (la Città); Le modalità della vendita sono state comunicate scorrettamente in videoconferenza ai sindacati dei giornalisti e dei poligrafici senza alcun confronto di merito e ciò ha provocato la proclamazione immediata di 2 giorni di sciopero; La preoccupazione è non solo dei lavoratori per la loro occupazione e professionalità, ma anche della società abruzzese che perde l'unico quotidiano regionale peraltro di proprietà del più grande gruppo editoriale italiano; Si teme un impoverimento del patrimonio editoriale del centro sud del nostro Paese con l'uscita di 2 quotidiani dalla realtà nazionale dei 18 quotidiani locali del gruppo dell'Espresso-Repubblica; E' necessario che si sviluppi subito un confronto tra il gruppo Espresso Repubblica e le organizzazioni sindacali per capire e condividere il progetto industriale, le garanzie professionali ed occupazionali e la salvaguardia del presidio informativo rappresentato da questi due quotidiani in Abruzzo e a Salerno;

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Quali iniziative intenda promuovere per salvaguardare la presenza dei due quotidiani in Abruzzo e a Salerno e garantire così l'occupazione e la professionalità dei suoi lavoratori acquisita in decenni di duro ed apprezzato lavoro giornalistico e culturale , e la libera informazione in realtà così importanti dell'italia centro meridionale. Roma settembre 2016. Gianni Melilla, deputato Sinistra Italiana

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dell'Ambiente e al Ministro delle Infrastrutture

per sapere-premesso che:

a poche ore dal terremoto del 24 agosto che ha interessato l'Appennino Centrale, il lago di Scanno, in provincia dell'Aquila, si è abbassato di circa 3 metri; il lago di Scanno si formò a seguito di una grande frattura del Monte Genzana; il lago di Scanno rappresenta una delle più rilevanti bellezze paesaggistiche del nostro Paese; grande è la preoccupazione tra i cittadini di Scanno e dell'intero Abruzzo per gli effetti di questo fenomeno naturale;

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se sono stati predisposti degli studi per conoscere i motivi di questo fenomeno naturale e della sua possibile relazione con il terremoto del 24 agosto; se si intende predisporre conseguentemente un intervento per evitare possibili danni ad un lago tra i più caratteristici e belli d' Italia.

 

Roma settembre 2016              Gianni Melilla, deputato Sinistra Italiana

Si invia la interrogazione rivolta al Governo sullo stato di sicurezza dei ponteggi del centro storico de L'Aquila.

Interrogazione a risposta scritta

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Per sapere-premesso che:

Il Prefetto de L'Aquila ha detto che bisogna " dare corso quanto prima ad interventi per la reale messa in sicurezza di vaste parti del centro storico aquilano che oggi presenta un tasso di pericolosità eccessivo". Ha proseguito sostenendo che le importanti rilevazioni degli uffici tecnici del Comune dell'Aquila portano la data di luglio, quando ancora non c'era stato il terremoto che ha distrutto la zona di Amatrice, distante poche decine di kilometri dall'Aquila. Il problema nasce dalla mancata manutenzione dei ponteggi che a distanza di anni rischiano di essere pericolosi. Le centinaia di scosse di questo ultimo terremoto chiaramente percepite anche a L'Aquila aggravano il problema. Il Prefetto ha aggiunto: "Sappiamo che certe opere sono definite da leggi che regolano i lavori in funzione della loro provvisorietà. Diversamente da ogni altra struttura, il cosiddetto puntellamento può non avere un certificato di regolare installazione, ci si può basare su dichiarazioni rese dalla ditta che lo ha montato. Questo proprio perché, per definizione, deve durare al massimo 24 mesi, dopodiché lo si deve togliere. In due anni l'intervento di riparazione dell'immobile che si vuole salvaguardare dovrebbe essere già iniziato, realizzato e concluso. Purtroppo a L'Aquila abbiamo visto passare ben oltre 2 anni...".

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Se non intenda, in considerazione delle obiettive e pertinenti considerazioni svolte dal Prefetto de L'Aquila, intervenire per prevenire incidenti e crolli e garantire la massima sicurezza dei ponteggi nel centro storico del capoluogo abruzzese frequentato da tanti cittadini e dai lavoratori impegnati negli innumerevoli cantieri della ricostruzione, che fanno de L'Aquila il più grande cantiere edile d'Europa.

Roma agosto 2016.               Gianni Melilla, deputato di SEL Sinistra Italiana

Interrogazione sui ritardi del Governo nella approvazione definitiva della perimetrazione del Parco della costa Teatina

Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri

per sapere - premesso che Premesso che:

Il tratto costiero della Provincia di Chieti è sicuramente quello di maggior pregio dei circa 125 km di fascia costiera abruzzese. Tra Ortona e Vasto in poco più di 50 km troviamo 7 Riserve Naturali Regionali (Ripari di Giobbe, Acquabella, Grotta delle Farfalle, San Giovanni in Venere, Lecceta di Torino di Sangro, Punta Aderci, Marina di Vasto, 1 Sito di Importanza Regionale (il Corridoio Verde, ai sensi della L.R. n.5/2007) e 6 Siti di Importanza Comunitaria (IT7140106 Fosso delle Farfalle, IT7140107 Lecceta litoranea di Torino di Sangro e Foce Fiume Sangro, IT7140111 Boschi riparali sul Fiume Osento, IT7140108 Punta Aderci, IT7140109 Marina di Vasto, IT7140127 Fiume Trigno) oltre a numerose stazioni dove sono segnalate specie vegetali in via d’estinzione e in lista rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature) come documentato dall’Università dell’Aquila dal gruppo del Prof. Pirone. Complessivamente risultano protetti 11,41 Km2, pari al 3,7% del territorio costiero, considerando solo le aree protette. Superficie che aumenta fino a 19,3 Km2, pari al 6,3% se consideriamo anche la parte ricadente nei Siti d’Importanza Comunitaria della Rete Natura 2000. Con la Legge n°344/97 (art. 4, comma 3) la “Costa Teatina” viene inserita (su proposta del Sen. Staniscia) tra le “prioritarie aree di reperimento” previste dalla Legge n°394/91 (lettera l-bis, comma 6, art. 34) e sulle quali si dovevano realizzare Parchi Nazionali. Successivamente la Legge n°93/2001, all’art.8, comma 3, avvia l’iter di istituzione, ricordando le procedure e le intese richiamando la L.394/91 e fissa in lire 1.000 milioni dal 2001 i limiti massimi di spesa per l’istituzione e il funzionamento. La Giunta Pace allora al Governo Regionale ricorre alla Corte Costituzionale contro la L.93/01 per farne dichiarare dichiarazione di incostituzionalità e, comunque, per conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato. La Corte Costituzionale con la sentenza n°422/2002 depositata il 18 ottobre 2002 dichiara “non fondata” la richiesta della Regione Abruzzo è ribadisce la legittimità dell’art. 8, comma 3, della legge 23 marzo 2001, n. 93. Nel 2005 cambia il Governo Regionale e con la dismissione della tratta Adriatica, tra Ortona e Vasto, di RFI si torna a parlare di Costa Teatina, viene fatta una prima proposta dall’Assessore Regionale Franco Caramanico, il 6 settembre 2006 una delegazione abruzzese guidata da Caramanico si incontra con il Direttore del Servizio di Conservazione della Natura del Ministero dell’Ambiente e si riavvia l’iter di perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina, dopo diversi mesi di confronto con i Comuni, deliberano solo in tre a favore del Parco (Vasto, San Salvo e Francavilla), si approda quindi dopo un confronto di un anno e mezzo con associazioni ed Università, al “Sistema delle Aree Protette della Costa Teatina” con la Legge Regionale n°05/2007 che viene costituito, nelle more della definizione del Parco Nazionale della Costa Teatina. L’iter del Parco rallenta di nuovo e vista la renitenza dei Comuni la Direzione Regionale competente formula una proposta di perimetrazione e la invia ai Comuni e al Ministero (2008). A luglio 2008 viene arrestato l’allora Presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, si va verso le elezioni a dicembre 2008 e l’iter si ferma di nuovo. A fine aprile 2010, nell’anno internazionale della biodiversità, con il Direttore Aldo Cosentino in procinto di andare in pensione, il Ministero dell’Ambiente riprende gli iter dei Parchi sospesi (ne mancano ancora 5 da istituire: Costa Teatina, isola di Pantelleria, Egadi e litorale trapanese, Eolie, Iblei). Il 10 Maggio 2010, Regione Abruzzo, Provincia di Chieti e Comuni Costieri (Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo) sono convocati a Roma presso il Ministero dell’Ambiente e si riavvia l’iter di istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina e alla Regione Abruzzo viene affidato il compito di riconvocare i Comuni e la Provincia per definire una nuova perimetrazione condivisa entro la fine del 2010. Il 9 luglio 2010 la Regione Abruzzo convoca i Comuni e la Provincia di Chieti e preso atto della contrarietà alla proposta di perimetrazione elaborata dalla Direzione Regionale Aree Protette e Parchi del 2008, si concorda di lavorare su una ipotesi che preveda 4 zone, anticipando la zonazione nel Decreto Istitutivo e graduando meglio i vincoli in considerazione delle valenze naturalistiche e dell’antropizzazione del territorio. Ogni Comune si prende l’onere di deliberare in merito decidendo se essere favorevole o contrario, definendo anche una perimetrazione per il territorio di competenza da rimandare in Regione Abruzzo per una successiva integrazione e raccordo complessivo delle proposte. Si ipotizza di terminare questa fase per settembre/ottobre. Dopo diversi incontri di coordinamento la questione resta sospesa, tra agosto e ottobre solo alcuni comuni si muovono e iniziano la discussione e avviano dei percorsi di confronto ed ascolto anche con i cittadini, tra questi Fossacesia, Torino di Sangro e Vasto. Nello specifico: Torino di Sangro delibera in consiglio sulla volontà di dare origine al Parco e di definire una perimetrazione su 4 zone come concordato in Regione, Fossacesia ne discute nel suo Forum Ambiente e approva in Commissione Urbanistica la proposta di perimetrazione su 4 zone, Vasto approva un ordine del giorno e rimanda la discussione della perimetrazione. Con DPCM in data 4 agosto 2014 l’Arch. Giuseppe De Dominicis, Presidente emerito della Provincia di Pescara, è stato nominato quale "Commissario ad acta" per l’istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina. Nell’ambito della procedura per l’istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina, disciplinato dalla Legge n. 394/91 e ss. mm. e ii., il menzionato "Commissario ad acta" dell’istituendo Parco, ne ha definito - nel mese di maggio 2015 - la perimetrazione provvisoria, permettendo con tale fondamentale atto propedeutico una auspicabile e pronta emanazione da parte del Governo del relativo ed indispensabile Decreto istitutivo dell’area protetta in argomento; Nonostante i tempi e le procedure cui è vincolato il Commissario per la perimetrazione provvisoria, numerosi sono stati gli incontri con Associazioni e Amministratori locali e diversi i suggerimenti e le proposte avanzati e accolti e riportati in cartografia o in normativa. Ad oggi, per istituire il Parco della Costa Teatina, continua a mancare solo la firma della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Vorremmo sapere se ci sono, e quali sono, i motivi che impedirebbero la chiusura dell'Iter a distanza ormai di anno dalla fine degli adempimenti degli altri enti competenti.

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Essendo concluso l'iter istituzionale ed essendo stati rispettati tutti i passaggi necessari gia da un anno come mai a tutt'oggi manca la firma per formalizzare e istituire il Parco della Costa Teatina

Roma 1 agosto 2016 Gianni Melilla,deputato SEL Sinistra Italiana