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La legge sulle pensioni.

  • Mag 27, 2016
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Pubblicato il 27 mag 2016

Pubblicato il 25 mag 2016 25/05/2016.

Intervento di Melilla in ricordo Marco Pannella

Umberto Eco ha scritto che Pannella ha insegnato agli italiani come si fa ad essere liberi. È impressionante il bilancio dell'azione politica di Marco Pannella e della galassia radicale: 67 milioni di italiani hanno firmato i 122 referendum promossi dai radicali, di cui 35 vinti, su temi di grandissima rilevanza come il divorzio, l'aborto, ma anche l'energia nucleare, la responsabilità civile dei magistrati, l'abolizione della caccia, tanto per citarne solo alcuni.    Pannella è stato un politico di professione che ha onorato la politica. Europeista, difensore delle istituzioni, ma anche profeta della lotta alla partitocrazia, eretico e radicalmente onesto, con le sue indennità ha finanziato l'attività politica ed è arrivato a vendere le sue case, le sue proprietà a Teramo, per sostenere l'attività radicale. Eugenio Montale ha scritto: dove il potere nega in forme palesi, ma anche con mezzi occulti, la vera libertà, spuntano ogni tanto uomini ispirati, come Marco Pannella, che seguono la posizione spirituale più difficile che una vittima possa assumere di fronte al suo oppressore: il rifiuto passivo. Soli e inermi, essi parlano anche per noi.   Naturalmente l'azione non violenta di Marco Pannella ha suscitato consensi e dissensi. Molti di noi si sono ritrovati nelle sue battaglie, a partire da quelle più generose contro la fame nel mondo e per i diritti delle donne, per l'obiezione di coscienza in senso antimilitarista, per la liberalizzazione delle droghe leggere, per la giustizia giusta e contro la natura criminogena della condizione delle carceri, per il fine vita e il testamento biologico. Molte sue scelte hanno spiazzato, pensiamo alle candidature a deputati di Ilona Staller, di Toni Negri, e quella bellissima di Enzo Tortora, oppure ai suoi 100 digiuni, a quando beveva la sua urina per sensibilizzare l'opinione pubblica su grandi temi sociali. Dalla sua parte ha avuto grandi personalità, come Sciascia, Pasolini, Vittorini, Terracini, ma anche tantissimi comuni cittadini, a partire dai più sfortunati: i malati terminali, i carcerati.   Per questo l'Italia ha pianto la sua scomparsa. Particolarmente, signora Presidente, in Abruzzo, dove Marco Pannella è nato e cresciuto. Albert Camus disse di Ignazio Silone, un altro grande abruzzese: egli, Silone, è radicalmente legato alla sua terra eppure è talmente europeo; e così anche Pannella. Era un grande leader internazionale pronto a correre in ogni angolo del mondo, ma era anche radicalmente legato alla sua terra, all'Abruzzo dei cafoni, al suo paesaggio magico, ai suoi paesini abbarbicati sul Gran Sasso teramano.   Noi di sinistra veniamo da un'altra storia, come ha ben scritto Luciana Castellina, su il manifesto di qualche giorno fa ricordando Pannella, ma siamo stati, ha detto Luciana Castellina, in modo diverso, insieme dalla stessa parte. Anche quando più forte è stata la polemica gli abbiamo sempre voluto bene. La parola in Marco Pannella non era diversa dall'essere e la storia che ha raccontato la sua vita altro non è che il dono che ha voluto lasciarci della speranza di un mondo libero e giusto

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