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Melilla in ricordo di Ernesto Rossi

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Gianni Melilla Pubblicato il 11 feb 2017. Gianni Melilla 1 ora fa. Signora Presidente, cinquant'anni fa moriva Ernesto Rossi, antifascista di Giustizia e Libertà, gobettiano; il tribunale speciale fascista lo condannò a vent'anni, passò nove anni nelle patrie galere e quattro anni al confino a Ventotene e lì fu elaborato il Manifesto per l'Europa, il Manifesto di Ventotene che, ancora oggi, parla alla nostra intelligenza politica e al nostro cuore, perché senza Europa non si può andare da nessuna parte.

Rossi, poi, partecipò al Partito d'Azione, fu sottosegretario nel Governo Parri, un grande giornalista, alla mitica rivista Il Mondo, e Pannunzio disse che gli articoli di Ernesto Rossi lui li avrebbe letti, e così fu, solo dopo che quegli articoli erano pubblicati, a testimonianza di un'autorevolezza indiscussa. Radicale, anticlericale, fece le sue battaglie in modo intransigente, contro ogni potere, economico, politico e religioso, ma le fece, rispetto alla laconicità e alla volgarità dei «vaffa» odierni, con stile ed eleganza, perché si può denunciare il malaffare con stile ed eleganza.

Ultima modifica il Sabato, 11 Febbraio 2017 09:58