Feb 19, 2018 Last Updated 8:09 PM, Jan 31, 2018

Melilla interviene sull'approvazione del decreto a favore delle popolazioni colpite dal terremoto

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Grazie, signora Presidente, il Parlamento si è impegnato in modo intenso e positivo nella conversione in legge di questo decreto.

Certo è stato un lavoro non ancora esaustivo, ma sicuramente positivo, che testimonia la vitalità del Parlamento. Quest'Aula non è assolutamente sorda e grigia, ma rispetta le popolazioni in questo caso dell'Italia centrale e al suo interno è in grado di sviluppare una positiva dialettica Nella Commissione ambiente, presieduta da Realacci, ma anche nell'interlocuzione col Governo, il Parlamento è stato in grado di definire una proposta che il gruppo Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista voterà favorevolmente. Noi siamo ancora in emergenza, le macerie sono ancora in quei paesi, le cassette da costruire sono in grande ritardo (la loro realizzazione), le stalle che sono crollate ancora vengono ricostruite, l'economia in dissesto. In alcune città, come L'Aquila, per mesi i ragazzi non hanno avuto garantito il diritto allo studio. Da molte città, come ad esempio Teramo, è in atto una fuga e uno spopolamento che sta indebolendo non solo il tessuto sociale, ma anche quello economico di questa città. Noi apprezziamo il lavoro del Dipartimento della Protezione civile e del commissario alla ricostruzione Vasco Errani, così come mettiamo in evidenza il lavoro dei sindaci delle regioni interessate dell'Italia centrale. È stato messo in atto un lavoro importante, in condizioni di grande difficoltà, non lo dobbiamo mai dimenticare, perché insieme al terremoto - e lo sciame sismico è ancora in corso: noi abbiamo avuto, tra il 2016 e il 2017, qualcosa come cinquantamila scosse - c'è stata l'eccezionale nevicata dalla seconda decade di gennaio e poi un movimento franoso impetuoso, che ha distrutto le comunicazioni di intere vallate e territori delle aree interne e della montagna dell'Italia centrale. I fronti aperti sono molti: l'emergenza – sì, ripeto: l'emergenza, perché siamo ancora in emergenza - e naturalmente la ricostruzione. Dobbiamo operare avendo una stella polare: la prevenzione sismica e lo diciamo chiaramente anche in questa legge. Noi dobbiamo incentivare la messa in sicurezza antisismica delle case e degli edifici pubblici e in particolare delle scuole, anzi, sulle scuole noi dobbiamo avere un'attenzione specifica e lo dobbiamo fare, questo lavoro, con una visione istituzionale inclusiva, cioè un volontariato istituzionale, fatto da migliaia e migliaia di consiglieri comunali, di assessori, di sindaci che, nel momento dell'emergenza, sono andati a spalare la neve, sono andati a soccorrere le popolazioni nelle frazioni, si sono fatte carico dei problemi enormi che noi abbiamo vissuto in quei giorni. Come dimenticare le 20 milioni di tonnellate di neve che hanno ricoperto l'Abruzzo, che hanno fatto crollare migliaia di tetti di case, decine di stalle? Sono morte delle persone, sono morte migliaia di animali nelle stalle, si è indebolito complessivamente il tessuto economico e sociale di questa parte così bella e non a caso il cratere sismico coincide con due parchi nazionali tra i più belli e i più grandi dell'Italia: il Parco nazionale del Gran Sasso Monti della Laga e il Parco nazionale dei Monti Sibillini. Dobbiamo aiutare questi parchi come facciamo, aumentando il personale, destinando risorse al rilancio di quei territori, operando per sostenere il turismo ambientale e naturalistico, rimettendo in funzione i rifugi, la sentieristica, le strutture ricettive che hanno subito grandi danni. Le misure contenute in questa legge, più positive, le vorrei citare rapidamente: l'accelerazione dei procedimenti in corso, il potenziamento del personale dedicato alla ricostruzione, la realizzazione urgente degli interventi delle strutture di emergenza e degli edifici scolastici, il sostegno alle fasce deboli della popolazione, le proroghe dei termini di adempimenti tributari, gli aiuti all'economia, agli agricoltori innanzitutto, ai lavoratori dipendenti e ai lavoratori autonomi, quindi con un grande ristoro per i danni causati alle imprese e al mondo del lavoro. Dobbiamo sviluppare un piano forte di verifica della vulnerabilità sismica delle scuole situate nel cratere, lo ripeto: la scuola, il futuro dei nostri giovani, deve essere al centro della ricostruzione. Non dobbiamo avere l'occhio rivolto solo sulla ricostruzione privata, come in parte è stato a L'Aquila: dobbiamo averlo anche verso la ricostruzione pubblica e, in particolare, le scuole e le università. L'otto per mille: l'otto per mille è stata un'intuizione giusta, anche se ridimensionata nella sua quantità, perché riguarda solo un quinto del potenziale di competenza dello Stato, però io chiedo al Governo (e mi auguro che il Governo, la Presidenza del Consiglio sia conseguente): si faccia una campagna di comunicazione sociale, perché attualmente lo Stato, dell'otto per mille, prende il 14 per cento e prende il 14 per cento perché i cittadini non lo sanno. Solo il 44 per cento fa delle opzioni, però è sul 100 per cento che poi viene distribuito quello che hanno deciso il 44 per cento dei cittadini. Fare una campagna sociale, come fanno la Chiesa cattolica e le altre confessioni religiose, non vuol dire assolutamente fare una concorrenza, anche perché gran parte di questi fondi andranno a ricostruire le migliaia di chiese che sono grandi monumenti, testimonianza di una civiltà millenaria di questa parte dell'Italia. E, quindi, io mi auguro - lo chiedo con forza - che il Governo faccia questa campagna sociale. Siamo rimasti un po' preoccupati dall'ultimo emendamento, “in zona Cesarini”, del Governo, con cui si è creata una nuova struttura nella Presidenza del Consiglio: noi temiamo confusione, sprechi, conflitti con la Protezione civile. Ma il quadro complessivo, pur con queste ombre… e un'altra ombra è sicuramente il non allargamento ad altri comuni del cratere sismico come Penne, Montebello, Basciano, Penna Sant'Andrea, che avrebbero avuto il sacrosanto diritto di stare nel cratere sismico. Concludo con le parole di Ignazio Silone. Ignazio Silone, in una prefazione ad una edizione del Touring club del 1948 dell'Abruzzo, scriveva: “Il destino degli uomini della regione che da circa otto secoli viene chiamata Abruzzo è stato deciso principalmente dalle montagne, il fattore costante della loro esistenza è appunto il più primitivo e stabile degli elementi, la natura. Le montagne sono, dunque, i personaggi più prepotenti della vita abruzzese. La storia, che quel carattere ha formato, è stata spesso assai dura, oscura e penosa, in un ambiente naturale quanto mai aspro, tra i più tormentati del nostro Paese, per il clima, le alluvioni, i terremoti. Il carattere peculiare dell'uomo abruzzese è dunque un'estrema resistenza al dolore, alla delusione, alla disgrazia, alle calamità, una grande e timorosa fedeltà, una umile accettazione della Croce come elemento indissociabile della condizione umana”. Sì, la croce. Noi, con questa legge, diciamo al popolo dell'Italia centrale che quella croce la vogliamo portare tutti! Tutti gli italiani vogliono stare insieme alle popolazioni dell'Italia centrale, per questo noi voteremo a favore (Applausi dei deputati del gruppo Articolo 1-Movimento Democratico e Progressista).

Ultima modifica il Lunedì, 27 Marzo 2017 11:33