Feb 19, 2018 Last Updated 8:09 PM, Jan 31, 2018

Melilla (Mdp) interviene in Aula sul Def 2017

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Signora Presidente, come è noto, noi di Articolo 1-Movimento Democratico Progressista non condividiamo il racconto dei vari Governi che hanno fronteggiato in questi anni la più grave crisi economica internazionale in modo del tutto inadeguato

alla drammatica situazione del Paese reale, che ha visto precipitare il PIL e gli investimenti e aumentare a livelli intollerabili la disoccupazione, soprattutto giovanile, e la povertà, soprattutto nel Mezzogiorno. Ma vogliamo oggi rinunciare alla declamazione delle nostre, pur giuste, ragioni critiche: abbiamo scelto il metodo realistico delle modifiche, delle integrazioni alla risoluzione del Governo per cercare nuove strade, quando, naturalmente, sarà il momento delle scelte vere, che sono sostanzialmente rinviate alla prossima legge di bilancio del 2018. Articolo 1 ha, dunque, deciso di stare dentro questa verifica della politica economica del Governo partendo da un giudizio molto critico sulle scelte sin qui fatte, scelte che non sono uscite, secondo noi, dalla gabbia dell'austerità europea. Abbiamo chiesto varie integrazioni alla risoluzione sul DEF: ne ha parlato stamane la deputata Albini in modo esauriente. Siamo consapevoli di avere un ruolo importante, naturalmente, di più al Senato dove siamo determinanti per la maggioranza che sostiene il Governo, e, dunque, vogliamo influenzare, anche se parzialmente, le scelte della maggioranza. Quest'ultima parte della legislatura deve avere, come ha detto il Presidente Mattarella, uno sviluppo ordinato, senza dannosi incidenti di percorso e approvare alcune leggi importanti, come la legge elettorale o la legge sul testamento biologico, ma anche, secondo noi, misure incisive sul piano della crescita e dell'occupazione per rispondere alla sofferenza sociale del Paese. Dunque, la prossima manovra di bilancio per il 2018 assume grande importanza per gli interessi sociali che Articolo 1 vuole rappresentare: i lavoratori, i giovani colpiti dalla disoccupazione, i poveri cresciuti a dismisura. Per ragionare sulla prossima legge di bilancio partendo dal DEF, bisogna avere chiara la situazione economica e finanziaria del Paese. La ripresa in Europa è arrivata, ma l'Italia non sembra beneficiarne: la crescita rimane stentata e l'Italia rimane collocata all'ultimo posto della graduatoria dei grandi Paesi europei. La mancata crescita ha effetti negativi non solo sull'occupazione, ma anche sul disavanzo e sul debito pubblico e, poi, piove sul bagnato. Vorrei citare la vicenda Alitalia su cui l'onorevole Epifani oggi ha pronunciato parole giustissime: “E' comprensibile il voto dei lavoratori. Non può essere il Paese né tanto meno i lavoratori a pagare il prezzo degli errori fatti dal management e dai vari Governi che si sono succeduti. Il Governo nomini i commissari e trovi le risorse per far volare l'Alitalia”. Presto discuteremo una manovra economica di 3,4 miliardi per il 2017, perché i nostri conti sono precari, ma preoccupazioni ancora maggiori si prospettano per il 2018 e per la manovra di fine anno, anche perché, come tutti sanno, l'alleggerimento quantitativo della BCE presto verrà meno e i tassi di interesse potranno crescere con effetti preoccupanti sui nostri conti, mentre con la prossima manovra dovremo compensare le clausole di salvaguardia per circa 20 miliardi. L'Italia non ha saputo utilizzare un periodo molto favorevole di euro basso, di interessi bassi e di basso costo dell'energia, che ora si sta concludendo. Il risparmio nella spesa per interessi di circa 20 miliardi, dovuto all'alleggerimento quantitativo della BCE, è stato compensato dalla maggiore spesa per i pagamenti connessi alla dissennata politica dei derivati, effettuata in passato dai nostri Governi. Nella riunione di stamani, svolta al Senato, ci siamo confrontati sui punti della risoluzione per il DEF e abbiamo avanzato alcune proposte su cui si è registrata, secondo noi, una positiva convergenza. Innanzitutto gli investimenti: l'anno scorso abbiamo avuto una diminuzione del 4,5 per cento degli investimenti pubblici, addirittura del 17 per cento degli investimenti locali; tutte le risorse disponibili, secondo noi, devono essere utilizzate per maggiori investimenti pubblici ad alto moltiplicatore, in modo da stimolare la crescita e l'occupazione e portare finalmente il Paese fuori dalla crisi, privilegiando gli investimenti sotto soglia comunitaria da parte degli enti territoriali, per garantire maggiore celerità e, quindi, realizzabilità. Il rilancio delle spese per investimenti pubblici, del resto, è consigliato da tempo dal Fondo monetario internazionale e dall'OCSE. Le politiche seguite negli ultimi anni, basate sulla riduzione della spesa pubblica e delle imposte, non hanno avuto effetto, perché in una situazione di stagnazione e deflazione, come quella italiana, le politiche dell'offerta sono inefficaci, in quanto il problema è la carenza della domanda e non la rigidità dell'offerta. Il moltiplicatore fiscale degli investimenti è di due o tre volte maggiore di quello della riduzione delle imposte, che in realtà è inferiore all'unità. Serve, secondo Articolo 1, un incremento netto degli investimenti di almeno mezzo punto di PIL l'anno per almeno 3 anni, pari a circa 8 miliardi l'anno, per finanziare un grande piano del lavoro e dell'ambiente di cui parla anche la CGIL. I settori di intervento più utili ed urgenti dovrebbero essere quelli della manutenzione urbana, della messa in sicurezza del territorio, della prevenzione del rischio sismico, contro il dissesto idrogeologico, della viabilità minore, delle bonifiche dei siti inquinati, tutte cose concrete. Vanno introdotte procedure che rendano effettivi questi interventi, eliminando gli ostacoli di diversa origine che oggi fanno sì che il ciclo della spesa per opere pubbliche sia in Italia assurdamente di 9 anni. Al tempo stesso, vanno accelerati gli investimenti nel Mezzogiorno, che si trova in una situazione di grave crisi economica, ripristinando la piena applicazione della cosiddetta clausola Ciampi, con cui si riserva la destinazione del 45 per cento degli investimenti pubblici proprio ai territori del Mezzogiorno. Su altri punti qualificanti abbiamo registrato delle intese; sulla sanità: rispetto al Patto per la salute 2014 c'è stata una riduzione del 5,58 per cento delle risorse, tant'è che nel 2016 dovevano essere destinati alla sanità 117 miliardi e, invece, ne sono stati dati 111. Oggi siamo al 6,7 per cento dalla spesa sanitaria rispetto al PIL e si prevede un'ulteriore discesa al 6,4 per l'anno in corso: siamo ben al di sotto della media europea del 7 per cento. Nella risoluzione si parla di interventi volti ad allineare progressivamente la spesa sanitaria italiana in rapporto al PIL a quella della media europea. Anche sulla lotta alla povertà abbiamo ottenuto che siano destinate maggiori risorse al contrasto della povertà e al reddito di inclusione per sostenere i nuclei familiari più poveri, così come si è deciso di destinare risorse appropriate ai rinnovi dei contratti di lavoro del pubblico impiego. Pensiamo che dopo anni di blocco del turnover si debba tornare anche ad assumere, soprattutto nei settori in cui è più necessario come la sanità, la scuola e l'università. Articolo 1 vuole sostenere una politica economica alternativa alle politiche fallimentari dell'austerità europea. Puntiamo per questo su un forte aumento degli investimenti pubblici, su un grande piano del lavoro e dell'ambiente. Oggi approviamo il DEF, ma le scelte vere, come tutti sanno, sono rinviate alla manovra di bilancio del 2018. Ci auguriamo che il Governo, nelle prossime settimane, ci presenti proposte chiare e convincenti, che raccolgano in modo coerente e lungimirante i punti definiti nella risoluzione che voteremo alla fine di questo dibattito. Abbiamo bisogno, cara Presidente, di fatti concreti, di una svolta rispetto alle politiche economiche degli ultimi Governi e noi verificheremo con rigore, con serietà, con spirito costruttivo se queste scelte saranno calate nella prossima legge di bilancio per il 2018.

Ultima modifica il Sabato, 29 Aprile 2017 07:18